Questa mattina, la nave di ricerca e soccorso Life Support di Emergency ha attraccato al porto di Bari, portando a bordo 120 migranti, tra cui 31 minori e 31 donne, sette delle quali incinte. A seguito delle operazioni di salvataggio avvenute tra il 2 e il 3 dicembre, le persone a bordo sono state assistite e trasferite secondo i protocolli stabiliti dalle autorità sanitarie e di sicurezza.
Le Operazioni di Sbarco e Assistenza
Le operazioni di sbarco si sono svolte sotto il coordinamento della Prefettura di Bari, con il supporto delle forze dell’ordine, della Capitaneria di Porto, delle autorità portuali e delle associazioni di volontariato. Sul posto, sono stati presenti anche i medici della Asl e del 118 per garantire il monitoraggio sanitario. I migranti sono stati identificati e sottoposti a controlli sanitari sia a bordo che a terra. Successivamente, sono stati trasferiti in strutture temporanee individuate dal Ministero dell’Interno.
Le Parole di Andrea Micali: Un Ringraziamento e un Augurio per il Futuro
Andrea Micali, Comandante della Life Support, ha dichiarato: “Abbiamo da poco concluso lo sbarco delle 120 persone soccorse, tra cui 31 donne, 23 minori non accompagnati e 8 minori accompagnati. Ringraziamo le autorità e i volontari di Bari per l’assistenza e il supporto che ci hanno dato. È grazie a loro che le operazioni di sbarco sono state svolte senza difficoltà. Ora, mentre ci prepariamo per una nuova missione, auguro il meglio a tutte le persone sbarcate e spero che possano iniziare un nuovo capitolo della loro vita.”
Le Storie dei Migranti: Speranza e Trauma
A bordo della Life Support, i soccorritori hanno ascoltato storie di sofferenza e speranza. Dorra Frihi, mediatrice culturale, ha raccontato di una donna proveniente da El Fashir, in Sudan, che ha perso i propri familiari e ha vissuto esperienze terribili, tra cui violenze sessuali e violazioni dei diritti umani. “Questa donna mi ha chiesto di raccontare la sua storia”, ha spiegato Frihi. “La sua condizione non è un caso isolato, ma riflette la realtà di molte persone della sua comunità, che affrontano sparizioni forzate e violenze sistemiche. Spero che lei e tutti gli altri possano trovare protezione e dignità qui in Europa.”
Un altro migrante sudanese ha condiviso la sua esperienza: “Nel mio Paese, il conflitto è costante. Ogni giorno è un pericolo, non puoi nemmeno camminare per strada senza temere per la tua vita. Questo mi ha spinto a partire, attraversando il deserto, passando per il Niger, l’Algeria e la Tunisia. Nonostante avessi tentato di attraversare il Mediterraneo più volte, la Guardia Costiera tunisina e libica mi respingeva sempre. Alla fine, ho trovato voi in mare e sono stato salvato.”
I Salvataggi: Un Viaggio Drammatico e Pericoloso
I due salvataggi sono avvenuti tra la notte del 2 e la mattina del 3 dicembre. I migranti a bordo della Life Support erano stati trovati su due gommoni sovraffollati, senza dispositivi di sicurezza. A bordo c’erano 58 uomini, 31 donne (sette incinte) e 31 minori, tra cui una bambina di soli due mesi. I migranti provenivano da vari Paesi africani, tra cui il Camerun, la Costa d’Avorio, il Gambia, la Guinea Bissau, la Nigeria, il Sud Sudan, il Niger, il Senegal e il Ghana.