La Regione Puglia ha introdotto misure straordinarie per limitare la spesa nel sistema sanitario regionale, imponendo uno stop immediato a diverse procedure legate al reclutamento di personale e all’esternalizzazione dei servizi. Il provvedimento, adottato dalla giunta regionale, rappresenta un primo intervento in attesa di un piano più ampio destinato a rafforzare il controllo dei conti della sanità pubblica.
Tra le decisioni più rilevanti rientra la sospensione di nuove assunzioni, incarichi di consulenza, contratti di somministrazione lavoro e appalti esterni, oltre a qualsiasi altra forma di esternalizzazione dei servizi sanitari. L’obiettivo è quello di ridurre i costi e monitorare con maggiore attenzione le uscite economiche delle aziende sanitarie, in un contesto finanziario che richiede interventi rapidi e coordinati.
Secondo quanto spiegato in una comunicazione ufficiale della Regione, queste misure sono state adottate in attesa di ulteriori provvedimenti regionali destinati a rafforzare i meccanismi di governo e controllo della spesa del Servizio sanitario regionale. L’intento è garantire che tutte le iniziative adottate dalle strutture sanitarie siano coerenti con la programmazione regionale e con gli obiettivi di sostenibilità finanziaria.
Il blocco non riguarda soltanto le nuove procedure. Le strutture competenti del Dipartimento Salute sono state infatti invitate a chiarire che la sospensione deve estendersi anche ai procedimenti già avviati ma non ancora conclusi, nel caso in cui non siano stati formalizzati atti giuridicamente vincolanti. In sostanza, se una procedura non è stata completata con atti ufficiali, dovrà essere fermata fino a nuove indicazioni.
Resta comunque prevista una possibilità di deroga. Qualora emergano situazioni urgenti e non rinviabili, le aziende sanitarie potranno presentare una richiesta specifica al Dipartimento Salute. In questi casi sarà l’amministrazione regionale a valutare l’autorizzazione, verificando che la richiesta sia compatibile con gli indirizzi della programmazione sanitaria e con i vincoli di finanza pubblica.
Il provvedimento arriva in un momento delicato per i conti della sanità pugliese. Nelle ultime settimane, durante incontri tecnici con i ministeri della Salute e dell’Economia, è emersa una previsione di disavanzo pari a circa 369 milioni di euro per il 2025 nei bilanci delle aziende sanitarie locali. Si tratta di una cifra significativa che costringe la Regione a valutare diverse strategie per riequilibrare i conti.
Tra le ipotesi allo studio figurano misure fiscali come un possibile aumento dell’addizionale Irpef regionale, ma non si escludono anche interventi organizzativi all’interno delle strutture sanitarie. In questo scenario potrebbero rientrare processi di riorganizzazione o razionalizzazione delle attività per ridurre i costi e migliorare l’efficienza del sistema.
Parallelamente alle iniziative sul fronte economico, la Regione continua a lavorare su alcuni progetti sanitari strategici. Dopo l’avvio del piano per ridurre le liste d’attesa, partito nei mesi scorsi con l’obiettivo di recuperare prestazioni urgenti e a breve termine, è in fase di preparazione anche un nuovo percorso dedicato ai malati oncologici.
Il presidente della Regione ha annunciato che, insieme alle aziende sanitarie locali, si sta definendo un sistema semplificato per la presa in carico completa dei pazienti oncologici. L’obiettivo è evitare che chi riceve una diagnosi di tumore debba affrontare percorsi complessi tra prescrizioni, visite e accertamenti.
In Puglia i pazienti oncologici sono circa 180 mila, con un incremento di circa 24 mila nuovi casi ogni anno. Per questo motivo la Regione punta a rafforzare il ruolo dei centri di orientamento oncologico e a strutturare un sistema che accompagni i pazienti lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosi fino alla fase di follow-up.
Il progetto prevede un percorso assistenziale più chiaro e coordinato, che consenta ai malati di accedere con maggiore facilità a visite specialistiche ed esami diagnostici. L’obiettivo dichiarato è garantire un sistema più semplice, protetto e dignitoso, in cui i pazienti possano concentrarsi esclusivamente sul proprio percorso di cura.