La gratuità come principio cardine, la digitalizzazione come strumento operativo e l’allineamento alla normativa europea come fondamento giuridico. Si muove lungo queste direttrici la proposta di legge presentata dal gruppo regionale di Fratelli d’Italia in Puglia, con l’obiettivo di rendere completamente gratuito il rilascio della documentazione sanitaria ai cittadini.
Il provvedimento, che vede come primo firmatario il vicepresidente del Consiglio regionale Renato Perrini, è stato sottoscritto anche dal capogruppo Paolo Pagliaro, dalla vice Tonia Spina e dai consiglieri Basile, Caroli, De Leonardis, Ferri, Gatta, Scatigna, Scianaro e Vietri. L’iniziativa punta a intervenire su una prassi ancora diffusa in molte strutture sanitarie pugliesi, dove vengono applicati costi di segreteria per la consegna della cartella clinica o di altri documenti sanitari.
Alla base della proposta vi è la volontà di dare piena attuazione alla sentenza C-307/22 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha chiarito come ogni cittadino abbia diritto a ricevere gratuitamente la prima copia dei propri dati sanitari. Un principio già sancito a livello comunitario che, secondo i proponenti, non troverebbe ancora un’applicazione uniforme sul territorio regionale.
In diverse realtà, sia pubbliche sia private, continuerebbero infatti a essere richiesti importi per il rilascio della documentazione, anche quando questa viene trasmessa in formato digitale e non comporta costi significativi per l’ente erogatore. Una situazione definita disomogenea e priva di adeguato fondamento normativo, che determinerebbe disparità di trattamento tra cittadini in base alla struttura sanitaria di riferimento.
Il disegno di legge mira quindi a superare quelli che vengono considerati “tariffari anacronistici”, introducendo un criterio chiaro e uniforme: la gratuità della prima copia della documentazione clinica deve diventare lo standard in tutta la regione. In questo modo si intende rafforzare un diritto fondamentale, evitando interpretazioni discrezionali e applicazioni difformi delle norme europee.
Un capitolo centrale della proposta riguarda il tema della digitalizzazione. Secondo quanto evidenziato nella nota che accompagna l’iniziativa, l’invio telematico della documentazione, in particolare tramite posta elettronica certificata (pec), dovrebbe rappresentare il canale principale e stabile per garantire rapidità, trasparenza e assenza di costi per l’utente. In attesa della piena integrazione dei sistemi digitali sanitari, la pec verrebbe indicata come strumento immediatamente operativo per assicurare procedure semplici e gratuite.
L’intervento legislativo, nelle intenzioni dei promotori, non comporterebbe nuovi oneri per il bilancio regionale. Al contrario, verrebbe configurato come un atto di civiltà amministrativa, capace di rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. Il principio affermato è che i dati sanitari appartengono ai cittadini e non alle strutture che li detengono, le quali sono chiamate a custodirli e a renderli accessibili senza ostacoli economici o burocratici.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato eliminare ogni costo per l’accesso alla propria storia clinica, dall’altro uniformare le prassi su tutto il territorio pugliese, così da evitare disparità tra aziende sanitarie. La proposta si inserisce in un quadro più ampio di attenzione ai diritti connessi alla protezione dei dati personali e alla trasparenza amministrativa, in linea con l’evoluzione della giurisprudenza europea.
Se approvata, la norma stabilirebbe in modo esplicito che la prima copia della documentazione sanitaria debba essere rilasciata gratuitamente, indipendentemente dal formato richiesto, rafforzando così l’effettività di un diritto già riconosciuto a livello sovranazionale. Un passaggio che, nelle intenzioni dei firmatari, segnerebbe un cambio di passo nella gestione dell’accesso ai dati clinici in Puglia, ponendo fine a prassi ritenute superate e non più compatibili con il quadro normativo vigente.