L’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, attualmente detenuto nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”, è finito a processo con l’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo l’accusa, nel 2019 Olivieri, in concorso con un maresciallo della Guardia di Finanza, avrebbe trasmesso informazioni riservate a un giornalista riguardanti perquisizioni relative a un’indagine su una presunta combine calcistica in Serie D.
Le richieste della difesa
Nell’udienza di oggi, i legali dell’ex consigliere, Gaetano e Luca Castellaneta, hanno presentato una serie di eccezioni, chiedendo al Tribunale di Bari di dichiarare la nullità del decreto che dispone il giudizio, sostenendo che il capo d’imputazione sarebbe troppo generico e che la condotta contestata non sarebbe punibile.
Secondo la difesa, Olivieri non avrebbe violato alcuna norma punibile penalmente e la sua azione non rientrerebbe nei criteri previsti per la rivelazione del segreto d’ufficio.
La decisione attesa per l’11 marzo
Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Domenico Mascolo, si pronuncerà sulla questione l’11 marzo. Intanto, il procedimento prosegue in parallelo a quello contro il maresciallo della Guardia di Finanza Antonio Cretì, giudicato separatamente.
L’accusa sostiene che Olivieri, all’epoca editore del giornale online “Quotidiano Italiano”, avrebbe favorito la pubblicazione di notizie riservate mettendo in contatto il giornalista con il maresciallo. Il direttore della testata, invece, non risulta indagato.