Ieri, 11 giugno, centinaia di viaggiatori sono rimasti bloccati negli aeroporti di Bari e Tirana a causa di gravi ritardi registrati sui voli W45041 e W45042 della compagnia aerea low cost Wizzair. I due collegamenti, solitamente brevi — con una durata media tra i 30 e i 40 minuti — sono diventati un’odissea, provocando oltre quattro ore di ritardo rispetto agli orari programmati.
Il volo W45041, inizialmente previsto per le 6:00 del mattino, è atterrato soltanto alle 11:47. Simile la sorte per il W45042, programmato per le 7:35 ma arrivato a destinazione alle 13:09. I dati sono verificabili tramite la piattaforma Flightradar24, che ha registrato in tempo reale i ritardi.
I disservizi hanno causato pesanti disagi ai passeggeri, costretti ad attendere per ore nelle sale d’attesa senza informazioni chiare, mentre molti avevano appuntamenti improrogabili o avevano pianificato il viaggio per motivi di lavoro, salute o svago. Le reazioni non si sono fatte attendere: rabbia, frustrazione e proteste sono esplose nei terminal, in particolare a Bari, dove molti viaggiatori si sono rivolti ai desk della compagnia senza ottenere risposte soddisfacenti.
Secondo quanto riportato da ItaliaRimborso, i ritardi non sarebbero stati causati da “circostanze eccezionali”, come maltempo o problemi aeroportuali. Al contrario, le condizioni meteo sulle due tratte erano favorevoli, il che farebbe ricadere la responsabilità direttamente su Wizzair, escludendo cause di forza maggiore.
La normativa europea a tutela dei passeggeri, il Regolamento CE 261/2004, stabilisce che in casi simili — ovvero ritardi superiori alle tre ore non dovuti a eventi straordinari — i viaggiatori hanno diritto a una compensazione pecuniaria pari a 250 euro. Per ottenere il risarcimento, è possibile presentare istanza direttamente alla compagnia oppure affidarsi a una claim company o a un Centro di assistenza fiscale (Caf).
Wizzair, al momento, non ha rilasciato comunicazioni ufficiali riguardo alla causa dei ritardi o alle eventuali misure di compensazione automatiche. Tuttavia, le associazioni di tutela dei consumatori invitano i passeggeri interessati a non rinunciare ai propri diritti e ad agire per ottenere il rimborso previsto dalla legge.