Nonostante l’infrastruttura sia stata realizzata, emergono nuove sfide per la metropolitana Bari-Bitritto. Al centro della questione vi è il regolamento 1.370 del Parlamento Europeo e del Consiglio, datato 23 ottobre 2007. Questa normativa stabilisce le modalità con cui le autorità competenti possono operare nel settore dei trasporti pubblici di passeggeri, rispettando il diritto comunitario. In seguito a modifiche apportate dopo nove anni dalla sua introduzione, il regolamento prevede ora nuove regole per l’assegnazione diretta dei servizi di trasporto, inclusa una norma transitoria che limita tale assegnazione entro il 24 dicembre 2023. Inoltre, è obbligatorio pubblicare un avviso al mercato almeno un anno prima dell’inizio della gara o dell’assegnazione diretta.
Il 1° dicembre, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, annunciava con entusiasmo su Facebook l’attivazione del servizio metropolitano Bari-Bitritto prevista per gennaio, sottolineando l’ottenimento dell’ultima autorizzazione necessaria e il completamento delle procedure da parte di Rete Ferroviaria Italiana. Tuttavia, si è presto manifestato un ostacolo burocratico che mette in dubbio la fattibilità di tale scadenza. Nonostante l’opera non comporti particolari impegni economici da parte del Comune, si verifica una complicazione significativa nella gestione del servizio.
Il nodo centrale è la gestione diretta del servizio, che attualmente non sembra conformarsi ai termini imposti dalle normative dell’Unione Europea. Di conseguenza, si prevedono ritardi nell’avvio del servizio, inizialmente promesso per l’inizio dell’anno da parte del sindaco Decaro. Questi ritardi sono dovuti alla necessità di rispettare le norme comunitarie nel processo di assegnazione del servizio di trasporto, un aspetto che si è rivelato più complesso del previsto. In particolare, il servizio non potrà essere avviato per gennaio, come inizialmente sperato.