Riqualificazione dell’ex ristorante ‘Lo Svago’ a San Giorgio: il Comune approva la concessione dell’area

Il progetto prevede la creazione di una nuova struttura turistica-ricreativa con rispetto per l’ambiente circostante e il miglioramento dei servizi per i cittadini

Il Comune di Bari ha dato il via libera alla concessione dell’area che ospitava l’ex ristorante ‘Lo Svago’ a San Giorgio, un’importante struttura che sarà riqualificata per finalità turistico-ricreative. La determina, pubblicata sull’Albo pretorio, anticipa il prossimo bando per il rilascio della concessione demaniale marittima.

Il progetto prevede un parziale smantellamento delle costruzioni esistenti e la realizzazione di una nuova struttura, che non dovrà superare il volume legittimo di 297,55 metri quadri, corrispondente a quello attuale. L’area interessata misura circa 1.000 metri quadri e attualmente ospita un manufatto edilizio di 450 metri quadri, un’area scoperta di 350 metri quadri e un casotto in muratura di 36,54 metri quadri.

Le proposte progettuali dovranno includere una serie di interventi volti a migliorare la fruizione dell’area, come:

  • La creazione di due volumi destinati a bar, ristorazione e servizi annessi, dotati di una terrazza a mare;

  • Un’area a prato attrezzata con ombrelloni e sdraio per il relax;

  • Passerelle in legno per facilitare l’accesso in acqua;

  • Un’area parcheggio con pavimentazione drenante e la piantumazione di tamerici per ridurre l’impatto visivo.

Un aspetto importante del progetto riguarda l’ambientalismo: i materiali utilizzati dovranno essere resistenti all’azione del mare, privilegiando strutture in legno o con intelaiature metalliche, così da ridurre al minimo l’impatto ambientale e favorire un intervento reversibile. Inoltre, la pavimentazione esterna dovrà garantire resistenza all’usura marina e una buona aderenza. L’intera area sarà dotata anche di illuminazione e impianti di irrigazione per migliorare la fruibilità e la sicurezza.

Il Comune di Bari ha stabilito che la concessione avrà una durata minima di 15 anni e massima di 20 anni, per favorire lo sviluppo di un’attività che possa valorizzare il territorio senza comprometterne l’ambiente.

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