La giunta comunale ha approvato un importante progetto per la rinaturalizzazione della lama Picone, che coinvolge tre aree strategiche nel territorio del Municipio IV. Il piano sarà candidato all’avviso pubblico regionale “Interventi di infrastrutturazione verde del territorio” e punta al recupero ambientale e paesaggistico dell’area.
Una visione condivisa per il territorio
Secondo quanto dichiarato da Elda Perlino, assessora all’Ambiente, le lame urbane sono elementi naturali di grande valore, capaci di fungere da corridoi ecologici e collegare diversi ecosistemi, dalla Murgia alla costa. Tuttavia, attualmente soffrono di scarsa accessibilità e continuità, a causa di recinzioni e ostruzioni. L’obiettivo è quindi ripristinare questi sistemi naturali come vere e proprie “infrastrutture verdi”, capaci di incidere positivamente sul tessuto urbano e ambientale.
Dettagli degli interventi previsti
Il progetto, del valore complessivo di 1.100.000 euro, interessa tre cluster distinti lungo la lama Picone, ognuno con caratteristiche e criticità diverse:
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Santa Candida: in prossimità della chiesa rupestre, è prevista una bonifica ambientale, il miglioramento della fruizione e il restauro paesaggistico. Tra gli interventi: deimpermeabilizzazione del percorso di via Carlo Alberto dalla Chiesa, messa a dimora di alberi, inserimento di arredi e segnaletica, realizzazione di aree di sosta e orti urbani.
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Via Livatino: zona più urbanizzata ma con presenza di natura spontanea. Qui si interverrà con azioni di deimpermeabilizzazione, arredo urbano, piantumazione, e creazione di spazi filtro tra città e campagna.
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Compendio ex Rai: sarà trasformato in una “green line” di connessione tra le aree, con percorsi sostenibili e vegetazione autoctona. L’intento è anche quello di includere la lama nella Rete Natura 2000, rafforzandone la valenza ecologica.
Un approccio multidisciplinare e partecipativo
Giovanna Iacovone, assessora alla Rigenerazione Urbana e Sociale, ha sottolineato come il progetto si inserisca all’interno della più ampia strategia cittadina di rigenerazione urbana, avviata attraverso gli Stati generali del settore e articolata su base partecipativa. In particolare, i cittadini del IV Municipio avevano espresso forte necessità di intervenire proprio sulla lama Picone, zona priva di spazi verdi e colpita dal degrado.
La proposta è il risultato della collaborazione tra diversi assessorati e uffici comunali, tra cui l’IVOP, che curerà le opere strutturali come i percorsi drenanti, i muretti a secco e le nuove aree di sosta attrezzate. L’intento è creare un modello replicabile anche in altre lame cittadine.
Verso una città più verde e resiliente
Secondo Domenico Scaramuzzi, assessore alla Cura del Territorio, il progetto ha valore strategico per il futuro ambientale della città. Mira a ridurre le emissioni di CO2, promuovere la mobilità dolce, recuperare aree marginalizzate e riconnettere cittadini e natura. Il metodo di lavoro intersettoriale voluto dall’amministrazione è alla base del successo di questa iniziativa.
Il progetto rappresenta un tassello fondamentale per il potenziamento dell’infrastruttura ecologica di Bari, offrendo alla cittadinanza spazi di qualità e sostenibilità e contribuendo in modo concreto al contrasto dei cambiamenti climatici.