Importante scoperta scientifica all’Università di Bari: un team di ricercatori dell’ateneo ha individuato una nuova variante di leucemia mieloide acuta (LMA), aprendo prospettive inedite nella comprensione e nel trattamento della malattia.
Lo studio, coordinato dal prof. Francesco Albano, docente della Sezione di Ematologia con Trapianto del Dipartimento di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area Jonica (DIMEPRE-J), è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Biomarker Research (Impact Factor 11.5).
La ricerca, condotta in collaborazione con l’Istituto di Biomembrane, Bioenergetica e Biotecnologie Molecolari del CNR di Bari, ha analizzato un gruppo di pazienti affetti da LMA con splenomegalia, ossia un ingrossamento della milza. In questi casi, la malattia non resta confinata al midollo osseo ma interessa anche la milza, che diventa un vero e proprio sito di accumulo delle cellule leucemiche.
Gli studiosi hanno scoperto che le cellule leucemiche di questi pazienti seguono un percorso biologico alternativo, regolato da specifici programmi molecolari che ne guidano la migrazione e l’adesione al tessuto splenico. Un meccanismo definito dagli autori come una sorta di “GPS biologico” che orienta le cellule verso la milza anziché verso il midollo.