Il Comune di Bari lavora a un nuovo regolamento per le attività di somministrazione di alimenti e bevande: bilanciare esigenze di residenti e imprese è l’obiettivo principale.
Nuove aree di tutela e criteri per le autorizzazioni
Il regolamento introduce la classificazione del territorio comunale in aree da sottoporre a tutela (AST) e ad elevata tutela (ASET), individuate tramite indicatori territoriali e criticità di contesto. Questi includono la distribuzione delle attività di somministrazione, la densità di popolazione residente con età superiore ai 50 anni, la presenza di luoghi sensibili come scuole o ospedali, e la quantità di rifiuti prodotti. Altri criteri riguardano aspetti come l’insonorizzazione dei locali, l’accessibilità per persone con disabilità e l’adozione di pratiche sostenibili.
Le aree tutelate sono soggette a un regime autorizzatorio rigoroso, che prevede punteggi minimi per l’apertura o il trasferimento di attività: almeno 70 punti per le zone AST e 100 punti per le zone ASET, su un totale massimo di 150. Questo punteggio deriva dalla valutazione degli indicatori qualitativi definiti nel regolamento.
Per garantire il rispetto delle regole, le attività presenti in queste aree devono mantenere le condizioni di qualità stabilite al momento dell’autorizzazione. Qualsiasi modifica che comporti una riduzione del punteggio minimo richiesto comporterà una nuova istruttoria, con possibilità di revoca dell’autorizzazione se non vengono soddisfatti i requisiti.
Eccezioni al regolamento
Sono escluse dall’applicazione del regolamento alcune categorie specifiche, come le attività di somministrazione all’interno di strutture ricettive, locali di spettacolo e intrattenimento, aree di servizio stradale o autostradale, stazioni di trasporto pubblico, impianti sportivi e mense aziendali. Anche attività in ospedali, scuole, caserme o strutture temporanee sono esentate, purché rispettino i limiti istituzionali e non abbiano fini di lucro.
Obiettivi di sostenibilità e qualità urbana
Il regolamento punta a qualificare l’offerta di somministrazione, salvaguardando l’ordine pubblico, la salute, la sicurezza e il patrimonio storico-artistico. La qualità dell’ambiente urbano e la vivibilità dei quartieri sono centrali, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al controllo dell’impatto delle attività commerciali.
Petruzzelli: “Una città pronta a crescere”
Pietro Petruzzelli, assessore all’Ambiente del Comune di Bari, ha sottolineato l’importanza del regolamento per la crescita della città. “Bari ha dimostrato di poter riprendersi dopo il difficile periodo post-Covid, recuperando il suo appeal turistico e migliorando l’offerta ricettiva. Questo regolamento rappresenta uno strumento essenziale per governare lo sviluppo urbano, qualificare alcune zone e promuovere nuove attività nelle aree meno sfruttate della città”.
L’assessore ha inoltre evidenziato la necessità di bilanciare le esigenze di residenti, esercenti e turisti: da un lato, garantire la vivibilità e il diritto al riposo dei cittadini, dall’altro, sostenere le attività economiche e migliorare l’offerta per il tempo libero. Il documento, condiviso con i cinque Municipi cittadini, sarà presto discusso in giunta e in Consiglio comunale per la sua approvazione finale.
Un approccio integrato per la regolamentazione del territorio
Il regolamento considera il territorio comunale come un’unica zona commerciale, introducendo criteri qualitativi per il rilascio delle autorizzazioni. L’obiettivo è assicurare un equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità urbana, favorendo un utilizzo omogeneo del territorio e una distribuzione equa delle attività commerciali.