Le donne di Arco Basso, storiche pastaie di Bari Vecchia protestano contro le multe ricevute dalla Guardia di Finanza, non esponendo più la pasta in strada.
Nei giorni scorsi sono stati notificati quattro verbali per vendita non autorizzata di prodotti secchi e cinque sanzioni per occupazione irregolare di suolo pubblico. Tuttavia, le multe relative all’occupazione hanno riguardato esclusivamente i banchi di vendita e non i tradizionali telai utilizzati per l’essiccazione della pasta fresca all’aperto.
Il provvedimento ha provocato un cambio radicale nelle abitudini delle pastaie, che oggi — ultimo giorno del divieto di esposizione imposto dalle autorità — hanno scelto di non riprendere le attività all’aperto. In segno di protesta, hanno deciso di continuare a produrre e vendere la pasta all’interno delle abitazioni, rinunciando momentaneamente alla visibilità offerta dalla strada.
Questa scelta, seppur silenziosa, è densa di significato. Le immagini delle anziane donne intente a creare orecchiette sotto gli occhi curiosi dei turisti rappresentano da sempre uno dei simboli più autentici della città. La loro assenza ha sorpreso e deluso i numerosi visitatori, molti dei quali arrivati appositamente per vedere con i propri occhi una tradizione tramandata da generazioni.
Nel frattempo, cresce il dibattito tra chi chiede una maggiore tutela del patrimonio culturale immateriale e chi, invece, sostiene la necessità di rispettare le norme di commercio e occupazione del suolo. Alcune voci del quartiere parlano di una possibile mediazione futura con le istituzioni, ma per ora l’unica certezza è l’assenza visibile di quelle mani che, ogni giorno, raccontavano una storia di dedizione e identità locale.