Protesta al Cara di Palese: sit-in per condizioni igieniche critiche

I lavoratori delle pulizie e dell'accoglienza chiedono interventi urgenti al Prefetto e al Ministero dell'Interno per fronteggiare il rischio sanitario

Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta questa mattina dal Prefetto, al termine di un sit-in di protesta organizzato davanti al Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Palese, a Bari. L’iniziativa, promossa dai dipendenti dei servizi di pulizia e accoglienza, ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Camera del Lavoro Cgil di Bari, della Filcams e della Funzione Pubblica Cgil.

Le sigle sindacali hanno denunciato una situazione igienico-sanitaria al limite dell’emergenza, che coinvolge non solo il personale interno, ma anche i lavoratori della cooperativa incaricata della gestione dei servizi. Le condizioni in cui operano quotidianamente – spiegano i sindacati – sarebbero incompatibili con standard minimi di sicurezza e dignità lavorativa.

L’allarme lanciato dai sindacati riguarda anche la cronica carenza di personale. I rappresentanti delle sigle sindacali hanno chiesto al Ministero dell’Interno lo stanziamento di fondi adeguati per garantire il mantenimento – o, dove necessario, l’incremento – del numero di addetti alle pulizie. Il timore, secondo quanto riferito, è che un ulteriore ridimensionamento possa aggravare una situazione già definita “drammatica”.

Durante la manifestazione è stata sollecitata un’azione immediata da parte delle istituzioni, con un richiamo esplicito al Prefetto di Bari, affinché si attivi per una soluzione tempestiva del problema. Secondo i lavoratori e i rappresentanti sindacali, la struttura rischia di diventare un focolaio igienico-sanitario, se non verranno presi provvedimenti in tempi brevi.

La mobilitazione odierna è solo l’ultima di una serie di segnali di allarme lanciati da chi lavora all’interno del Cara, sempre più spesso alle prese con criticità gestionali e carichi di lavoro insostenibili. La ricezione della delegazione da parte del Prefetto è stata accolta con cauto ottimismo, ma i sindacati attendono ora risposte concrete da parte delle autorità competenti.

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