Oggi, migliaia di agricoltori si sono riuniti al Teatro Petruzzelli di Bari per la mobilitazione di Coldiretti a sostegno del Made in Italy. La protesta ha messo in luce le difficoltà che il settore agricolo sta affrontando a causa del calo dei prezzi e della concorrenza sleale derivante dalle importazioni di prodotti esteri. Gli agricoltori chiedono interventi urgenti per proteggere il loro reddito e garantire la sovranità alimentare del Paese.
Il grano duro è uno dei settori più colpiti, con i prezzi scesi da 0,34 euro al chilo a 0,29 euro, causando perdite stimate di circa 200 milioni di euro per gli agricoltori italiani. Coldiretti è riuscita a fermare il calo dei prezzi sotto i 0,25 euro ottenendo l’avvio della CUN del grano duro e la pubblicazione dei costi medi di produzione per Sud e Centro-Nord. Un altro tema rilevante riguarda le importazioni record di grano, con l’Italia che ha importato 2,3 milioni di tonnellate nel 2025, di cui una parte consistente proveniente dal Canada, un paese che usa glifosato in fase di pre-raccolta, una pratica vietata in Italia per i rischi sanitari associati.
Il settore ortofrutticolo è altrettanto in crisi. Un esempio emblematico è quello dei carciofi brindisini, che vengono pagati appena 5 centesimi al pezzo per uso industriale, mentre al consumo il prezzo si aggira intorno ai 1,5 euro. A pesare è la concorrenza dei prodotti esteri, come i carciofi egiziani, coltivati con pesticidi vietati in Europa. Il calo dei prezzi ha colpito anche broccoli, biete, finocchi, clementine, sedani e patate, con un abbassamento dei valori dal 18% al 25%.
Il settore dell’olio extravergine d’oliva è un altro esempio di dumping commerciale, con l’aumento delle importazioni, come il prodotto tunisino venduto a 3,5 euro al chilo, che ha spinto i prezzi sotto i costi di produzione. La situazione è particolarmente critica in Puglia, la principale regione produttiva, che sta già affrontando il grave impatto della Xylella che ha compromesso milioni di piante.
In questo scenario, Coldiretti chiede maggiori controlli alle frontiere per tutelare i prodotti italiani e la trasparenza verso i consumatori. Inoltre, viene sottolineata l’importanza di promuovere i contratti di filiera, strumenti fondamentali per dare certezze agli agricoltori e sostenere la produzione nazionale. Tra i successi ottenuti da Coldiretti, si segnala anche il recupero di 10 miliardi di euro di fondi PAC grazie alle mobilitazioni a livello europeo, una conquista importante che ha contrastato i tagli annunciati dalla Commissione Ue.
In conclusione, l’appello di Coldiretti è chiaro: agire subito per evitare che la concorrenza sleale e il calo dei prezzi continuino a minacciare il futuro del settore agricolo italiano, proteggendo così anche i consumatori da pratiche scorrette e garantendo la qualità del cibo che arriva sulle loro tavole.