La morte di un neonato, ritrovato senza vita il 2 gennaio nella culla termica della chiesa di San Giovanni Battista, nel quartiere Poggiofranco di Bari, ha scosso profondamente la comunità locale. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis, stanno esaminando diverse ipotesi, tra cui un presunto malfunzionamento del sistema di riscaldamento della culla, forse conseguenza di un blackout verificatosi circa dieci giorni prima.
Il contesto del blackout e i dettagli tecnici
Un collaboratore del parroco, don Antonio Ruccia, ha riferito agli investigatori che il sistema di allarme della culla non avrebbe funzionato al momento della tragedia. Il sistema, progettato per segnalare l’inserimento di un neonato attraverso un avviso telefonico, non avrebbe inviato alcun segnale. Questo dettaglio è stato attribuito a un’interruzione di corrente che aveva interessato l’area di Poggiofranco pochi giorni prima.
Don Marco Simone, un sacerdote della stessa parrocchia, ha confermato che il blackout aveva richiesto un intervento dell’Enel per ripristinare l’elettricità. “Siamo stati senza corrente per una settimana – ha raccontato – e i tecnici ci hanno assicurato che sarebbero tornati per completare i lavori.”
La scoperta e il dolore del parroco
Il piccolo è stato rinvenuto senza vita da un titolare di un’impresa funebre, recatosi in chiesa per un funerale. Don Ruccia, che al momento del ritrovamento si trovava in chiesa, ha espresso profondo dolore per l’accaduto. “Sono dispiaciuto perché altre volte quella culla ha salvato bambini. Non è stato così questa volta e questo ci lascia addolorati. Non avremmo mai voluto che si verificasse una tragedia del genere.”
L’autopsia e i primi riscontri
Nelle prossime ore, il professor Biagio Solarino dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari eseguirà l’autopsia sul corpo del piccolo. Secondo i primi esami, non sarebbero stati rilevati segni di violenza. L’esito definitivo dell’autopsia potrebbe fornire elementi cruciali per chiarire le cause del decesso e accertare eventuali responsabilità.
La risposta della comunità
Il tragico evento ha scatenato una profonda commozione tra i residenti di Bari. Numerose persone hanno lasciato peluche, fiori e biglietti nei pressi della culla termica, ora sotto sequestro da parte degli inquirenti. Un passante ha scritto un messaggio toccante: “Perdona la nostra superficialità, perdona il nostro silenzio e la nostra assenza… Che la terra ti sia lieve.”