Presidio dei lavoratori Ikea a Mungivacca: “Rinnovare contratto integrativo scaduto nel 2019”

A Bari la protesta si è svolta dalle 11 alle 13 dinanzi all'ingresso del punto vendita di Mungivacca, con richieste di revisione del sistema salariale e dei premi

I lavoratori di Ikea hanno preso parte questa mattina a un presidio di protesta a Bari, dinanzi all’ingresso principale del punto vendita di Mungivacca, chiedendo il rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto nel 2019. La manifestazione, che ha avuto luogo dalle 11 alle 13, è stata organizzata dalle sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, e ha visto la partecipazione di numerosi dipendenti.

Le richieste dei lavoratori

Al centro della protesta c’era la richiesta di rinnovare il contratto integrativo aziendale, ormai scaduto da sei anni, e di migliorare il sistema premiante per i lavoratori. Attualmente, spiegano i sindacati, la maggior parte dei dipendenti dei punti vendita Ikea non riceve alcun premio. Tra le altre richieste ci sono anche maggiorazioni salariali per i neoassunti, affinché possano godere delle stesse condizioni economiche degli altri dipendenti, evitando divisioni generazionali tra i lavoratori. Inoltre, i sindacati chiedono un sistema di classificazione del personale che riconosca le professionalità e il corretto inquadramento in base alle mansioni svolte, opponendosi all’attuale proposta dell’azienda che, secondo i sindacati, tende a schiacciare verso il basso gli inquadramenti.

“Combattere la povertà salariale”

Il segretario generale di Filcams Cgil Bari, Antonio Ventrelli, ha sottolineato l’importanza di questa mobilitazione, ribadendo che il contratto scaduto ormai da sei anni sta mettendo a rischio la qualità della vita dei lavoratori. Anche il segretario generale Cgil Bari, Domenico Ficco, ha evidenziato come, nonostante Ikea sia un gruppo di successo che continua a generare fatturati e utili, l’azienda non riconosca adeguatamente il valore della propria forza lavoro. “Non è accettabile un contratto scaduto da sei anni, in un periodo in cui l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei salari”, ha affermato Ficco, parlando di un problema di povertà salariale che sta colpendo duramente i lavoratori italiani, e in particolare quelli del territorio barese.

L’impatto della protesta

Questa mobilitazione si inserisce in un quadro di crescente disuguaglianza salariale che, secondo i sindacati, necessita di una risposta concreta da parte delle imprese, soprattutto quelle di grandi dimensioni come Ikea, che continuano a prosperare grazie agli sforzi dei propri dipendenti. La protesta si concluderà nelle prossime settimane con nuovi incontri sindacali e, se necessario, altre azioni di mobilitazione.

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