Policlinico di Bari al vertice: superati i 300 trapianti di cuore

La cardiochirurgia cresce del 60% in sei anni: nel 2024 quasi 500 interventi complessivi

Il Policlinico di Bari consolida il suo ruolo di centro d’eccellenza nella cardiochirurgia, registrando un totale di 462 interventi nel 2024, con un aumento del 24,5% rispetto all’anno precedente e del 60% rispetto al 2018. La chirurgia tradizionale rappresenta circa l’84% dell’attività complessiva, includendo operazioni complesse come bypass aorto-coronarici, riparazioni valvolari, dissezioni aortiche e trattamenti di cardiopatie strutturali.

Tra le tecnologie adottate, particolare rilevanza assumono i VAD (dispositivi di assistenza ventricolare), impiantati in cinque pazienti nel 2024 e in tre l’anno precedente. Questi strumenti, utilizzati come supporto meccanico nei casi di insufficienza cardiaca terminale, fungono da ponte in attesa del trapianto.

Il traguardo dei 300 trapianti di cuore è stato raggiunto a 22 anni dal primo intervento, avvenuto nel 2002, con una crescita marcata negli ultimi tre anni: 73 trapianti effettuati nel 2024, +19,7% rispetto ai 61 del 2023, e quasi triplicati rispetto ai 26 del 2022 (+180%). Questo trend ha collocato il Policlinico barese al primo posto in Italia per numero di trapianti cardiaci.

Il direttore generale Antonio Sanguedolce ha evidenziato come questo risultato sia frutto di una strategia basata su investimenti, formazione e integrazione multidisciplinare, con un lavoro coordinato tra tutte le unità operative coinvolte nei percorsi pre e post trapianto. “Stiamo realizzando il nuovo ‘Centro Cuore’, che sorgerà nella sede Asclepios 3. Sarà un polo all’avanguardia per la diagnosi e la cura delle patologie cardiache complesse, con percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e tecnologie di ultima generazione”.

Nel 2024, la chirurgia cardiaca tradizionale ha visto un incremento del 25,5% rispetto al 2023, passando da 310 a 389 interventi. L’evoluzione del reparto è testimoniata anche dall’ampliamento delle sale operatorie e del personale, a conferma dell’impegno per mantenere alti standard qualitativi.

Il professor Tomaso Bottio, direttore dell’UOC di Cardiochirurgia, ha sottolineato come la crescita della struttura riguardi sia i volumi che la qualità. “Dietro ogni numero ci sono pazienti, famiglie e un’enorme quantità di lavoro condiviso. Grazie alla fiducia della direzione strategica e agli investimenti regionali, puntiamo a migliorare ulteriormente i risultati”.

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