I piccoli azionisti dell’ex Banca Popolare di Bari, ormai definiti “risparmiatori traditi”, chiedono attenzione e rispetto per una situazione che li ha visti perdere i risparmi di una vita, frutto di lavoro e sacrifici. Abbandonati e delusi da un sistema che li ha associati a “investitori speculativi” senza alcuna differenza, questi azionisti si sono mobilitati per ottenere risposte. Stamane, una delegazione di rappresentanti di comitati e associazioni è stata ricevuta dal sindaco di Bari, Vito Leccese, a Palazzo di Città per discutere la questione e avanzare una proposta di legge mirata.
La proposta di legge presentata al sindaco è un progetto concreto che i risparmiatori sperano possa essere incluso nei futuri provvedimenti economici del Governo. Il sindaco Leccese ha manifestato il proprio appoggio ai piccoli azionisti, assicurando la vicinanza della comunità barese al loro dramma e impegnandosi a richiamare l’attenzione del Governo. In un comunicato, ha infatti dichiarato di aver scritto al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per sensibilizzare sulla questione e stimolare l’attuazione di soluzioni rapide e concrete.
Durante l’incontro, è emersa una proposta chiave per ottenere rimborsi mirati senza gravare sulle finanze dello Stato. La soluzione, condivisa con i rappresentanti locali e appoggiata dagli azionisti, prevede l’attivazione di un fondo economico dedicato, simile a quello istituito per i risparmiatori veneti colpiti dalle crisi bancarie precedenti. Questo fondo si applicherebbe con un sistema di ristori calcolati in percentuale sulle somme perdute dai risparmiatori della Popolare di Bari, risparmiando le finanze pubbliche.
Gli ex azionisti della Popolare di Bari rivendicano chiarezza e tutela, richiedendo di non essere più considerati speculatori finanziari, ma persone danneggiate da una crisi bancaria di cui hanno subito le conseguenze.