Una vasta operazione contro la pesca abusiva di datteri di mare e il conseguente disastro ambientale ha portato all’arresto di 35 persone nel nord Barese, con 25 arresti in carcere e 10 ai domiciliari. Sono stati inoltre identificati 57 indagati in totale. L’inchiesta è stata condotta dalla Capitaneria di Porto di Molfetta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, e ha messo a nudo una rete criminale dedita alla pesca illegale e alla vendita di datteri di mare, un prodotto marino pregiato e molto ricercato.
L’operazione è scaturita da un sequestro di prodotto ittico effettuato dalla Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Molfetta. Questo primo intervento ha dato il via a un’indagine che ha rivelato come questa attività di pesca abusiva fosse diventata una vera e propria “prassi” tra i pescatori della zona, con danni devastanti per il fondale marino.
Gli investigatori hanno ricostruito la rete di vendita dei datteri di mare, che coinvolgeva pescatori abusivi, intermediari e numerosi ristoranti e pescherie. Attraverso intercettazioni telefoniche, telecamere nascoste, e appostamenti in mare, gli inquirenti hanno monitorato l’attività illecita. Le indagini hanno incluso anche l’analisi dei social network, utilizzati dai coinvolti per organizzare le vendite.
Sono stati identificati tre gruppi distinti di pescatori, che, collaborando tra di loro, eseguivano attività di pesca illegale. Questi gruppi venivano riforniti da un nutrito numero di intermediari, che smistavano il prodotto a ristoranti, pescherie e direttamente ai privati cittadini.