È stata avviata a Bari una campagna informativa rivolta alle donne che scelgono di partorire in anonimato, nel pieno rispetto della normativa vigente che garantisce sicurezza clinica e riservatezza. Promossa dalla ASL Bari in collaborazione con il Comune, l’iniziativa è stata presentata durante la giornata di formazione “Partorire in anonimato: una scelta possibile”, tenutasi presso l’Ospedale San Paolo e organizzata dal Dipartimento per la gestione della gravidanza a rischio.
La formazione come strumento di tutela
Durante l’evento, è stato avviato un programma formativo accreditato ECM dedicato al personale sanitario. Il progetto coinvolge ginecologi, ostetriche, anestesisti, psicologi, neonatologi e assistenti sociali operativi nei punti nascita della ASL, con l’obiettivo di garantire un’assistenza qualificata e rispettosa della privacy. La direttrice sanitaria Rosella Squicciarini ha sottolineato che il percorso formativo sarà replicato anche nel 2026.
Coinvolti tutti i presidi territoriali
I materiali informativi – comprensivi di contatti e riferimenti ai servizi – sono stati distribuiti presso consultori familiari, punti nascita, medici di Medicina Generale, centri per le famiglie e servizi di pianificazione familiare. Questo per favorire l’individuazione precoce delle situazioni di vulnerabilità e offrire alle donne un supporto concreto sin dai primi momenti della gravidanza.
Riservatezza, ascolto e multidisciplinarità
Il direttore generale della ASL, Luigi Fruscio, ha spiegato che l’iniziativa risponde alla necessità di offrire un’alternativa sicura e consapevole alle situazioni di abbandono neonatale, tutelando la salute della madre e del neonato. Gli interventi del presidio ospedaliero San Paolo, illustrati dal direttore medico Alessandro Guaccero, sono stati orientati a garantire riservatezza e approccio multidisciplinare.
Aspetti emotivi, clinici e normativi della scelta
La giornata ha offerto uno sguardo completo sul tema, affrontando criticità cliniche, implicazioni emotive, normative e operative. Tra gli interventi, quelli del ginecologo Giuseppe Lovascio, della psicologa Alessia Marconcini, dell’ostetrica Antonella De Candia e dell’anestesista Paola Marolla hanno permesso di evidenziare le diverse fasi dell’assistenza alla donna. Il direttore Paolo Volpe e il dirigente Vincenzo Defilippis hanno approfondito il quadro clinico e legislativo.
La dimensione sociale e il ruolo delle istituzioni
L’iniziativa ha posto l’accento anche sulle implicazioni sociali della scelta del parto in anonimato. L’assistente sociale Valentina D’Amato ha spiegato il valore del colloquio sociale nelle situazioni di fragilità, mentre Giuseppe Del Grosso ha ribadito la necessità di un’integrazione efficace tra servizi sanitari e territoriali.
Una scelta da rispettare, una realtà da accogliere
L’assessora al Welfare del Comune di Bari, Elisabetta Vaccarella, ha sottolineato l’importanza di guardare con consapevolezza e responsabilità istituzionale alle situazioni di sofferenza che spingono alcune donne a scegliere il parto in anonimato. “Ogni gravidanza non seguita, ogni donna non ascoltata, è una ferita per la comunità”, ha dichiarato.
Testimonianze e diritti dei minori
Il Garante dei Minori della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, ha evidenziato la centralità della tutela del neonato, mentre la presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari, Valeria Montaruli, ha ricordato il ruolo della magistratura nei procedimenti di protezione e collaborazione con il sistema sanitario. Emozionante il racconto di Laura, giovane educatrice adottata dopo un parto in anonimato, che ha condiviso in una lettera aperta la propria esperienza, simbolo di rinascita.
Comunicazione pubblica e trasparente
In chiusura, la giornalista Valentina Marzo ha affrontato il tema della comunicazione istituzionale e della gestione dei rapporti con i media, evidenziando l’importanza di diffondere informazioni chiare, accessibili e rispettose della sensibilità delle persone coinvolte.