Le forze dell’ordine hanno inferto un duro colpo al crimine organizzato, eseguendo 26 misure cautelari a carico di soggetti coinvolti in attività illecite legate al furto, ricettazione e riciclaggio di veicoli. L’operazione, coordinata dal Tribunale di Foggia, ha visto la partecipazione congiunta di polizia e carabinieri ed è stata effettuata nelle province di Foggia e Barletta Andria Trani, con indagini che hanno rivelato legami anche con il Barese.
L’organizzazione e le modalità operative
Secondo quanto emerso dalle indagini, il sodalizio criminale si occupava inizialmente del furto di veicoli, che avveniva prevalentemente nelle zone a nord e sud della città di Foggia, nel Barese o in altre regioni. Successivamente, i mezzi venivano trasferiti in una specifica area compresa tra San Ferdinando di Puglia e Cerignola, dove erano sottoposti a un processo di “cannibalizzazione”. I pezzi smontati venivano privati di ogni identificativo per poi essere immessi nel mercato clandestino dei ricambi, un’attività altamente redditizia che si estendeva sia a livello nazionale che internazionale.
Le misure cautelari
Tra le ordinanze eseguite, sette persone sono state sottoposte alla custodia cautelare in carcere, mentre otto hanno ricevuto gli arresti domiciliari. Per altre undici sono stati disposti l’obbligo di dimora e la presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Questo schema di misure riflette la diversa gravità delle responsabilità attribuite ai membri dell’organizzazione.
La base operativa e il mercato nero
Il cuore dell’attività criminale era localizzato nel territorio di Cerignola, che fungeva da centro direzionale per lo smontaggio e la redistribuzione dei pezzi. Qui si coordinavano tutte le operazioni, dalle prime fasi di furto fino alla vendita dei componenti sul mercato nero, gestendo un traffico di pezzi di ricambio a prezzi competitivi che alimentava un giro d’affari considerevole.
Indagini e intercettazioni: chiave per smantellare il gruppo
Le indagini condotte dalle forze dell’ordine hanno permesso di individuare una struttura gerarchica ben definita all’interno del sodalizio, con ruoli e compiti specifici assegnati ai vari membri. Fondamentali in questa ricostruzione si sono rivelate le intercettazioni telefoniche, che hanno consentito di decriptare il linguaggio in codice utilizzato dai criminali per organizzare le attività illecite.