Più di mezza tonnellata di rifiuti è stata recuperata dai fondali marini e dalla costa di Bari grazie all’intervento coordinato di 150 volontari. L’iniziativa, denominata “Bari chiAma il mare”, è stata organizzata in occasione della Giornata regionale della costa pugliese e ha visto il coinvolgimento attivo di numerose realtà locali.
L’attività di clean-up, realizzata con il supporto della Capitaneria di porto e la partecipazione dell’associazione Retake, 2handsbitonto e il collettivo “080 Stand for Bari”, ha messo in luce la gravità dell’inquinamento marino in un tratto costiero che si estende da largo Giannella fino al Ciringuito.
Tra i materiali emersi dal fondale si contano plastica, vetro, mozziconi e microplastiche, ma anche oggetti ingombranti e fuori luogo come una bicicletta, un lavabo, una sedia in ferro battuto e persino un’acquasantiera, a testimonianza della varietà e dell’assurdità dei rifiuti dispersi in mare.
La partecipazione trasversale di cittadini di tutte le età ha reso l’iniziativa un esempio di cittadinanza attiva. Famiglie, gruppi di amici, associazioni e singoli volontari hanno condiviso strumenti e motivazione per contribuire a un’operazione ambientale che ha assunto anche un valore simbolico: quello di una comunità che sceglie di impegnarsi direttamente per tutelare il proprio territorio.
Secondo gli organizzatori, la risposta civica è stata superiore alle aspettative, con una presenza significativa di giovani e studenti. L’evento ha avuto anche una forte componente educativa e di sensibilizzazione: numerosi passanti si sono fermati per osservare le operazioni e interagire con i volontari, chiedendo informazioni e mostrando interesse per le problematiche ambientali.
Con il successo di questa edizione, le realtà coinvolte stanno valutando la possibilità di rendere l’iniziativa periodica, per garantire una manutenzione costante del tratto costiero e coinvolgere sempre più persone in attività a tutela dell’ambiente marino.
Eroi di altri tempi,mondi. Ma oggi…………che peccato, però.