Trovare lavoro a Bari e provincia si conferma una sfida complessa, anche rispetto ad altre aree del Mezzogiorno. È quanto emerge dai dati Istat, rielaborati dall’associazione Manageritalia e presentati nel corso dell’assemblea regionale svoltasi a Bari.
La provincia di Bari si colloca solo al 75° posto in Italia per tasso di occupazione, con una media del 58,7%, ben al di sotto del 62,2% nazionale. Un dato che riflette un forte squilibrio di genere: solo il 45,5% delle donne risulta occupato, contro il 72,2% degli uomini, percentuali che rispecchiano esattamente quelle nazionali. Nonostante ciò, Bari guida la classifica regionale, seguita da Brindisi (52,7%) e Lecce (51,8%).
Tuttavia, il confronto con altre province del Sud Italia non premia Bari. Ragusa in Sicilia registra un tasso del 59,7%, superando il capoluogo pugliese. Anche Cagliari e Oristano, in Sardegna, presentano valori migliori, mentre Bari fa leggermente meglio di Matera, ferma al 56,2%.
Un segnale incoraggiante arriva dai giovani, in particolare nella fascia tra i 25 e i 34 anni. In questo segmento, Bari supera la media nazionale con un tasso di occupazione del 73%, che include un 71% di donne e un 78% di uomini. Numeri che, in questo caso, battono il dato medio italiano del 68,7% (60,8% donne e 76,2% uomini).
La situazione economica resta però critica sul fronte retributivo. In Puglia, il salario lordo orario medio è di 12,44 euro, con forti disparità di genere: 11,75 euro per le donne e 12,87 euro per gli uomini. Si tratta di cifre ben lontane dalla media nazionale di 14,78 euro, dove gli uomini guadagnano in media 15,40 euro e le donne 13,88 euro. Il livello retributivo pugliese sfiora appena il minimo legale di 9 euro proposto dai sindacati, evidenziando una condizione di svantaggio economico strutturale.
Domenico Fortunato, presidente di Manageritalia Puglia, ha commentato i dati sottolineando che la regione sta attraversando un processo di trasformazione, ma i cambiamenti risultano ancora troppo lenti. In particolare, ha evidenziato l’urgenza di politiche attive per colmare il divario retributivo di genere, una delle principali barriere alla valorizzazione del talento femminile nel mercato del lavoro.
Durante l’assemblea è stata anche analizzata la presenza dei manager nelle province pugliesi. Bari mostra una crescita positiva nel numero di dirigenti: +2% nel 2023 rispetto al 2022, per un totale di 1097 manager. Si segnala anche un aumento del 9% tra le donne dirigenti, che raggiungono quota 272. Brindisi è l’unica altra provincia con un trend in crescita (+4,7%), mentre si registrano cali significativi a Foggia (-9%), Taranto (-4,3%) e Lecce (-1,9%).
La fotografia scattata da Manageritalia rivela dunque un quadro complesso: Bari fatica a recuperare terreno sul fronte occupazionale e salariale, ma i giovani e il comparto manageriale offrono spiragli di miglioramento, indicando potenziali leve di sviluppo per il futuro del territorio.