Ieri si è svolto un incontro dedicato al dimensionamento scolastico in Puglia. La discussione si è concentrata sul rischio di taglio di 18 istituti scolastici distribuiti tra le province pugliesi: 4 nell’Area metropolitana di Bari, 2 nella Bat, 2 nel Brindisino, 4 nel Foggiano, 3 nel Leccese e 3 nel Tarantino.
Nonostante le linee guida regionali siano chiare, alcune decisioni locali sembrano ignorare i criteri stabiliti. Sono stati segnalati tentativi di accorpamenti poco coerenti, con istituti del primo ciclo che raggiungono dimensioni fino a 1.500 studenti o la fusione di scuole superiori con indirizzi poco omogenei, come licei accorpati a istituti tecnici o professionali.
Le scelte prese, spesso dettate da logiche puramente numeriche, rischiano di compromettere il funzionamento delle scuole. La situazione risulta aggravata da un metodo operativo definito poco trasparente in alcune province.
Un altro punto critico riguarda la possibile approvazione regionale di accorpamenti eccessivi, con scuole sovradimensionate, accanto al mantenimento di autonomie scolastiche con appena 350 alunni. Questa disparità evidenzia l’urgenza di un approccio più equilibrato che tenga conto delle reali necessità dei territori e delle scuole coinvolte.
I sindacati auspicano un intervento deciso da parte dell’Assessorato regionale per respingere proposte che danneggino istituti in buona salute o che ignorino le decisioni degli organi collegiali. Il rischio, altrimenti, è un danno permanente al sistema scolastico regionale, con ricadute negative su migliaia di studenti e famiglie