Nuovi sequestri nell’inchiesta sulle videolottery

La Guardia di finanza ha eseguito a Bari un nuovo provvedimento di sequestro nell’ambito dell’indagine sull’impero delle videolottery riconducibile alla famiglia Snidar, già coinvolta nell’operazione dello scorso luglio.

Le attività investigative hanno portato all’individuazione di altre strutture societarie e disponibilità patrimoniali che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbero riconducibili al gruppo familiare. Il provvedimento riguarda due sale videoslot e il ramo d’azienda titolare di un immobile utilizzato per un’importante attività di ristorazione.

Il sequestro è stato disposto su richiesta dei pm Lanfranco Marazia e Marco D’Agostino e interessa quattro persone, accusate, a vario titolo e in relazione alle rispettive responsabilità, di associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio aggravati dal metodo mafioso, oltre che di trasferimento fraudolento di valori e peculato.

Gli ulteriori accertamenti condotti dagli investigatori dopo l’esecuzione delle 23 misure cautelari del luglio scorso avrebbero consentito di ricostruire l’esistenza di altre società entrate nella disponibilità della famiglia Snidar in un momento successivo alla prima richiesta di misure cautelari.

Tra i beni ora interessati dal provvedimento figurano due sale videoslot situate a Bari. A queste si aggiunge il ramo d’azienda collegato a un immobile destinato alla ristorazione. Una delle società coinvolte avrebbe incassato il canone derivante dall’attività, mantenendo così nella propria disponibilità risorse finanziarie che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero riconducibili al patrimonio già sottoposto a sequestro.

L’inchiesta aveva già portato in carcere, tra gli altri, Alessandro Snidar, detto “Snooker”, 51 anni, di Bari, la moglie Debora Passaquindici, 50 anni, e i fratelli Antonio Snidar, detto “Antonello”, 45 anni, e Massimiliano Snidar, detto “Massimo”, 55 anni.

Antonio Snidar è difeso dall’avvocato Vito Mormando di Bari.

Secondo l’impostazione accusatoria, gli Snidar sarebbero affiliati allo storico clan Diomede-Mercante. Le attività legate alle videolottery e alle sale da gioco sono al centro dell’ipotesi secondo cui il gruppo avrebbe avuto un ruolo nel reimpiego di capitali provenienti da attività illecite.

Gli investigatori ipotizzano inoltre che l’attività imprenditoriale avrebbe consentito alla criminalità organizzata locale di riciclare proventi illeciti, in cambio del via libera all’apertura e alla gestione dei locali.

L’operazione eseguita dal Gico amplia quindi il quadro patrimoniale già emerso durante la prima fase dell’inchiesta. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sulle società acquisite dopo l’avvio delle precedenti procedure cautelari, con l’obiettivo di individuare ulteriori beni e flussi finanziari riconducibili al gruppo.

Il nuovo sequestro riguarda dunque non soltanto le due sale giochi, ma anche le disponibilità economiche collegate all’attività di ristorazione, considerate dagli inquirenti parte di un sistema societario più ampio.

Le contestazioni restano, allo stato, nell’ambito delle ipotesi accusatorie formulate dalla procura e dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

Redazione

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