Nuovi modelli preclinici per lo studio delle malattie epatiche

Una collaborazione internazionale guidata dall’Università di Bari propone soluzioni innovative per migliorare la ricerca su MASLD e tumore al fegato, riducendo l’uso di modelli animali

Un approccio innovativo per rendere la scienza più umana, rapida ed efficace è al centro di una nuova pubblicazione scientifica che mira a rivoluzionare lo studio delle malattie epatiche, in particolare quelle associate alla disfunzione metabolica e al carcinoma epatocellulare. Il progetto è stato sviluppato da un’équipe internazionale sotto la guida del professor Michele Vacca dell’Università di Bari, e presentato sulla rivista Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology.

Il focus della ricerca riguarda l’affinamento dei modelli preclinici, elemento chiave per comprendere i meccanismi patologici legati alla malattia epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) e alla sua evoluzione in carcinoma epatocellulare (MASH-HCC). La presenza di obesità e disturbi metabolici rappresenta un fattore che complica la risposta ai trattamenti oncologici tradizionali, rendendo fondamentale la creazione di sistemi sperimentali più realistici ed efficaci.

Alla base dello studio c’è l’adozione del principio delle “3R” – Sostituzione, Riduzione e Perfezionamento – applicato alla ricerca biomedica. Questo orientamento ha portato il team a promuovere tecnologie avanzate come organoidi e modelli tridimensionali di fegato coltivati in vitro. Tali strumenti permettono di ridurre l’impiego di animali da laboratorio, senza rinunciare alla qualità e alla precisione dei risultati. Non si propone di abbandonare i metodi tradizionali, ma di integrarli con nuove soluzioni per ottimizzare l’intero processo di sperimentazione.

Il progetto nasce all’interno del Laboratorio del Metabolismo Lipidico, della MASLD e dell’Epatocarcinoma dell’Università di Bari, che si distingue per il suo impegno nella ricerca traslazionale sulle malattie epatiche correlate all’obesità. La revisione scientifica coordinata da Uniba rappresenta un punto di riferimento metodologico per tutti i ricercatori attivi in questo settore, offrendo una guida condivisa per l’utilizzo di modelli sperimentali più accurati ed efficaci.

La pubblicazione attuale si inserisce in un percorso più ampio, sostenuto da fondi AIRC e PNRR, che ha come obiettivo il potenziamento della ricerca preclinica attraverso una visione interdisciplinare e internazionale. Le basi scientifiche di questo piano erano state già poste nel 2024, con un importante articolo apparso su Nature Metabolism, che ha gettato le fondamenta per la revisione sistematica odierna.

Il progetto ha visto la partecipazione di istituzioni di rilievo a livello europeo: il Roger Williams Institute of Liver Studies & King’s College London, la Newcastle University, oltre a centri di eccellenza tedeschi come la University of Tübingen, il German Cancer Research Center di Heidelberg e il Max Planck Institute di Dresda. Questo network internazionale rafforza l’impatto della ricerca, garantendo una visione ampia e condivisa per affrontare le sfide poste dalle malattie epatiche complesse.

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