Nuove regole per bar e locali a Bari: approvato il regolamento comunale

Obiettivo dell’amministrazione: tutelare i residenti e valorizzare le attività commerciali

Il Comune di Bari ha approvato un nuovo regolamento per la gestione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e delle botteghe artigiane del settore alimentare, con consumazione sul posto. Lo scopo è creare un equilibrio tra le esigenze delle imprese e quelle della cittadinanza, garantendo sicurezza, salute pubblica, tutela ambientale e rispetto per il patrimonio storico-artistico della città.

Secondo l’assessore allo Sviluppo locale, Pietro Petruzzelli, il nuovo regolamento è pensato per conciliarsi con le esigenze di una comunità dinamica come quella barese. In quest’ottica si inserisce anche il progetto “Strade vive”, destinato a sostenere i piccoli imprenditori locali.

Il regolamento introduce due tipi di aree da tutelare, contrassegnate sulle mappe allegate:

AST (Aree Sottoposte a Tutela), indicate con la lettera B

ASET (Aree Sottoposte a Elevata Tutela), indicate con la lettera C

In queste zone sarà necessario ottenere un’autorizzazione specifica per aprire o trasferire un’attività. L’obiettivo è garantire servizi di qualità e compatibili con il contesto urbano, limitando l’impatto ambientale e sociale.

Sono escluse dall’applicazione del regolamento le attività già presenti in:

strutture ricettive (alberghi, pensioni),

luoghi di spettacolo o intrattenimento,

impianti sportivi, cinema, teatri,

aree di servizio stradali e autostradali,

stazioni e mezzi di trasporto pubblico,

distributori di carburante,

mense aziendali, circoli privati, ospedali, scuole e strutture di accoglienza.

Nelle aree tutelate, l’apertura di nuove attività sarà soggetta a una valutazione basata su specifici indicatori di qualità, tra cui:

densità di attività di somministrazione,

età media dei residenti,

presenza di luoghi sensibili (scuole, ospedali, RSA, parchi),

valore storico e artistico delle zone,

produzione di rifiuti urbani,

sanzioni amministrative registrate,

orari di apertura,

accessibilità per persone con disabilità,

livello di insonorizzazione,

sostenibilità ambientale,

equilibrio tra superficie commerciale e capienza.

L’intero territorio comunale è trattato come un’unica zona commerciale, ma suddivisa in aree più o meno tutelate, a seconda delle caratteristiche e criticità rilevate. Le attività già esistenti dovranno adeguarsi alle nuove regole e mantenere gli standard richiesti, pena il riesame dell’autorizzazione.

In particolare, se vengono apportate modifiche che riducono la qualità del servizio e quindi il punteggio ottenuto in fase autorizzativa, l’attività dovrà sottoporsi a un nuovo iter di valutazione. Solo le modifiche migliorative o neutre saranno gestite tramite la procedura semplificata della SCIA.

Per ottenere l’autorizzazione, le nuove attività dovranno raggiungere un punteggio minimo di qualità, calcolato sulla base degli indicatori elencati:

almeno 70 punti nelle zone AST,

almeno 100 punti nelle zone ASET,
su un massimo totale di 150.

Il regolamento non è definitivo, ma prevede un aggiornamento biennale per essere eventualmente adattato alle nuove esigenze della città.

Infine, l’amministrazione lancia un appello alle imprenditrici e agli imprenditori: collaborare per valorizzare le zone in fase di riqualificazione, rendendole più attrattive e vivibili.

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