Il dottor Giacomo Volpe, eminente ricercatore del laboratorio di diagnostica e caratterizzazione cellulare presso l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II”, ha recentemente ottenuto un significativo finanziamento di un milione di euro dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro “Southern Italy Scholars”. Questo finanziamento segna un passo importante nel riconoscimento dell’impegno e dell’eccellenza dell’Istituto nella ricerca oncologica traslazionale, specialmente nella lotta contro le leucemie mieloidi acute.
Lo studio del dottor Volpe si concentra sull’elaborazione di modelli cellulari clinicamente accurati per esaminare l’effetto delle mutazioni specifiche, in particolare quelle nel gene CEBPA, sullo sviluppo delle manifestazioni cliniche della malattia. Questi modelli sono fondamentali per comprendere le alterazioni molecolari che portano alla leucemia mieloide acuta, una comprensione che è essenziale per sviluppare terapie sempre più mirate ed efficaci.
“L’obiettivo concreto di questo studio è arrivare a terapie mirate e sempre più efficaci,” spiega il dottor Volpe. Utilizzando la tecnologia di riprogrammazione somatica, il team di Volpe trasforma le cellule tumorali in cellule staminali simil-embrionali, che possono poi essere convertite in cellule del sangue. Questo processo permette ai ricercatori di tracciare e comprendere in quale fase del processo di maturazione ematopoietica le mutazioni diventano critiche e portano allo sviluppo della malattia.
Il percorso professionale di Volpe è costellato di riconoscimenti e collaborazioni internazionali, tra cui il suo dottorato di ricerca all’Istituto di Scienze oncologiche e genomiche dell’Università di Birmingham e la sua esperienza come professore di Modellazione patologica a Guangzhou, in Cina. Recentemente, il suo gruppo ha identificato un nuovo bersaglio molecolare per le leucemie mieloidi, il gene MAFB, ampliando così le possibilità di trattamento per forme della malattia caratterizzate da lesioni molecolari del gene MLL.
Questo importante finanziamento non solo rafforza la posizione dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” come centro di eccellenza nella ricerca oncologica, ma promuove anche una rete di collaborazioni vitali per il progresso della medicina e il miglioramento delle prospettive di cura per i pazienti affetti da cancro.