Norma sulle dimissioni dei sindaci bocciata dalla Consulta

La Corte Costituzionale annulla la legge pugliese: “Viola il diritto all’elettorato passivo”

La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 219 della legge della Regione Puglia n. 42 del 2024, che imponeva ai sindaci di dimettersi almeno 180 giorni prima della scadenza del mandato del Consiglio regionale per candidarsi alle elezioni. La norma, impugnata dal Governo, è stata giudicata irragionevole, sproporzionata e lesiva del diritto di elettorato passivo, in violazione degli articoli 3 e 51 della Costituzione.

Secondo la disciplina vigente fino all’approvazione della norma, i sindaci potevano rimuovere la causa di ineleggibilità dimettendosi entro 30 giorni dalla data delle elezioni, cioè entro il termine di presentazione delle candidature. L’articolo bocciato dalla Consulta modificava drasticamente la scadenza, fissando la decorrenza delle dimissioni a sei mesi dalla fine naturale del mandato consiliare, o entro sette giorni dalla data di eventuale scioglimento anticipato, se questo avveniva prima dell’ultimo semestre.

La Corte ha ribadito che le limitazioni alla candidatura devono essere proporzionate e che i requisiti per l’accesso alle cariche elettive devono rispettare l’equilibrio tra imparzialità dell’azione amministrativa e diritto alla partecipazione democratica.

Soddisfatto il sindaco di Bari, Vito Leccese, che in una nota ha definito la sentenza “la fine di un tentativo fallito di eliminare avversari scomodi dalle competizioni regionali”. Per Leccese, si è trattato di “un attacco diretto alla legittimità democratica degli amministratori locali”, che avrebbe impedito loro di partecipare ad armi pari alle consultazioni elettorali.

Il primo cittadino ha aggiunto: “Giù le mani dai sindaci. Lo avevamo denunciato subito: quella norma era un emendamento disperato e scorretto. La Corte Costituzionale ha ristabilito un principio basilare: il diritto di candidarsi va tutelato, non ostacolato da leggi di parte. Questa pagina istituzionale si chiude oggi, nel modo più giusto possibile”.

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