Morte nel Cpr (Centro di Permanenza per i Rimpatri) di Palese, indagini in corso sul decesso di un 25enne

Sgomento e richieste di chiarimenti dopo la scomparsa di un giovane trattenuto nella struttura barese. Le autorità parlano di possibili cause naturali, ma restano aperti gli accertamenti.

Un giovane di 25 anni, di origine magrebina, è stato trovato privo di vita nella mattinata all’interno del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Palese, a Bari, dove si trovava in stato di trattenimento. La notizia ha suscitato immediata attenzione istituzionale e politica, mentre le autorità competenti hanno avviato le verifiche per chiarire le circostanze del decesso.

Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, la morte sarebbe riconducibile a cause naturali, ipotesi che dovrà comunque essere confermata dagli accertamenti sanitari e investigativi disposti nelle ore successive. Gli operatori della Polizia sono intervenuti all’interno della struttura per effettuare i rilievi del caso. Da quanto emerso in una prima fase, sul corpo del giovane non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di violenza, elemento che orienterebbe verso un evento improvviso di natura medica, come un possibile arresto cardiaco.

Nonostante le prime indicazioni, le verifiche restano in corso. Gli inquirenti dovranno ricostruire con precisione le ultime ore di vita del 25enne e accertare eventuali condizioni cliniche pregresse, così da delineare un quadro completo e definitivo dell’accaduto. In situazioni analoghe, la prassi prevede ulteriori approfondimenti medico-legali per stabilire con esattezza la causa della morte.

L’episodio riporta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno del Cpr di Palese, poichè nei mesi scorsi la struttura era finita al centro di segnalazioni e polemiche. In un caso precedente, un migrante trattenuto nel centro era stato trasportato in ospedale dopo aver ingerito shampoo, gesto interpretato come un possibile atto di autolesionismo. L’episodio aveva sollevato interrogativi sul livello di assistenza e sul supporto psicologico garantito agli ospiti della struttura.

A settembre, inoltre, la Commissione Centri di permanenza per i rimpatri dell’Unione delle Camere penali italiane, insieme alla Camera penale di Bari, aveva effettuato un sopralluogo nel centro. Al termine dell’ispezione, erano state espresse preoccupazioni in merito alle condizioni di trattenimento, con particolare riferimento agli aspetti sanitari e al benessere psicofisico delle persone ospitate. Le osservazioni avevano acceso un dibattito più ampio sul funzionamento dei Cpr e sulla gestione delle strutture destinate ai rimpatri.

Sul decesso del giovane sono intervenute anche le parlamentari del Partito Democratico Rachele Scarpa e Cecilia Strada, che in una nota hanno espresso “sgomento” per quanto accaduto. Le esponenti hanno chiesto che venga fatta piena luce sull’episodio, sottolineando la necessità di accertare in modo rapido e trasparente la causa e la dinamica dei fatti. .

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