Morte di Gessica Disertore, il gip decide sull’archiviazione

Scontro tra Procura e famiglia della 27enne trovata senza vita su una nave da crociera: al centro dell’udienza le richieste di nuovi accertamenti e i dubbi sul quadro tossicologico.

La decisione ora è nelle mani del giudice per le indagini preliminari di Bari, chiamato a stabilire se archiviare il procedimento o ordinare ulteriori approfondimenti sulla morte di Gessica Disertore, la 27enne di Triggiano rinvenuta senza vita il 27 settembre 2023 a bordo della nave da crociera su cui prestava servizio. L’udienza in camera di consiglio, celebrata nelle scorse ore, ha visto contrapporsi la richiesta di archiviazione della Procura e l’opposizione presentata dai familiari della giovane.

Il magistrato si è riservato la decisione, che arriverà nei prossimi giorni e che potrebbe segnare un passaggio decisivo in una vicenda ancora al centro di interrogativi e tensioni.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti baresi, che hanno acquisito anche la documentazione dell’inchiesta svolta a Porto Rico attraverso una rogatoria internazionale, il decesso sarebbe riconducibile a un gesto volontario. Nella richiesta di archiviazione si parla di “suicidio senza dubbi”, sulla base degli elementi raccolti durante le indagini.

La giovane, descritta da conoscenti e colleghi come una persona solare e ben integrata nell’ambiente lavorativo, avrebbe però attraversato un momento di forte fragilità emotiva. Tra i fattori indicati vi sarebbe la scoperta di un presunto tradimento da parte di un sottufficiale imbarcato sulla stessa nave, circostanza che, unita allo stress professionale tipico della vita a bordo, avrebbe contribuito a un significativo turbamento psicologico.

Il corpo della 27enne venne trovato impiccato nella cabina condivisa con una collega. Le telecamere presenti nei corridoi della nave – pur non inquadrando direttamente l’ingresso della stanza – non avrebbero registrato presenze estranee tra le 2.21, orario in cui la giovane risultò rientrata utilizzando il badge, e le 5.35, momento in cui la coinquilina fece la tragica scoperta. Per la Procura, l’assenza di accessi documentati rafforzerebbe l’ipotesi del gesto autonomo.

Uno dei punti centrali riguarda l’esito dell’autopsia eseguita a Porto Rico, dalla quale sarebbe emersa una presenza significativa di fentanyl nel sangue. Secondo la consulenza di parte, la quantità rilevata sarebbe compatibile con una sedazione profonda, tale da compromettere coscienza e capacità motorie, condizioni ritenute difficilmente conciliabili con un atto come l’impiccamento compiuto in autonomia.

Nell’esame autoptico successivamente effettuato a Bari, invece, il fentanyl non sarebbe stato oggetto di un’analisi specifica approfondita, elemento che la famiglia considera un ulteriore aspetto da chiarire.

Tra le criticità sollevate figurano anche l’assenza di una documentazione fotografica completa della scena del ritrovamento e la mancanza di riprese dirette dell’interno della cabina. La difesa richiama inoltre l’attenzione su alcune contusioni riscontrate sul corpo, che non sarebbero state valutate come tipiche di un’impiccagione semplice. Vengono segnalate presunte anomalie nella gestione della scena e nella conservazione dei reperti, aspetti che – secondo i familiari – renderebbero indispensabili nuove verifiche.

Il procedimento si trova ora in una fase cruciale. Se il gip dovesse accogliere la richiesta della Procura, il fascicolo verrebbe archiviato, confermando la tesi del suicidio. In caso contrario, potrebbero essere disposti ulteriori accertamenti, eventualmente anche peritali, per chiarire i punti controversi e valutare in modo più approfondito i dati tossicologici e medico-legali.

La vicenda resta quindi sospesa tra due ricostruzioni contrapposte: da un lato l’impianto accusatorio che esclude responsabilità di terzi, dall’altro la richiesta della famiglia di non chiudere il caso senza ulteriori indagini. La decisione del giudice rappresenterà un passaggio determinante per stabilire se la morte della giovane possa essere definitivamente qualificata come gesto volontario o se vi siano ancora elementi da approfondire per ricostruire con precisione le circostanze del decesso.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Sicurezza nei cantieri sotto accusa dopo l’ennesimo incidente mortale nel settore edilizio...
Scongiurati rischi per persone e struttura dopo un rogo sviluppatosi in un modulo abitativo: determinante...
Svolta giudiziaria per un sottufficiale della Marina: indennizzo agli eredi e nuove riflessioni sul sistema...

Altre notizie