Dopo oltre un giorno sotto le macerie, Rosalia De Giosa è stata ritrovata viva e tratta in salvo. L’operazione di soccorso, durata 26 ore, ha richiesto un’attenta alternanza tra scavi con mezzi pesanti e interventi manuali per non compromettere la stabilità della struttura rimasta in piedi. La complessità del salvataggio è stata accentuata dalla presenza di una parete pericolante, che ha reso ogni movimento un rischio per i vigili del fuoco impegnati nell’estrazione.
A rendere possibile la sopravvivenza della donna è stata una porta blindata, che ha creato una barriera contro le macerie, impedendo il crollo totale sul punto in cui si trovava e lasciando lo spazio necessario per respirare.
Fondamentale per individuare la posizione esatta della donna è stata l’analisi della planimetria dell’appartamento. I soccorritori hanno utilizzato il segnale e la vibrazione del telefono della 74enne per orientarsi, deducendo che la sua fuga l’avesse portata in prossimità della scala. Questa intuizione ha permesso di restringere l’area di ricerca e di accelerare il ritrovamento.
Il salvataggio è stato possibile grazie al coordinamento della squadra Usar (Urban Search and Rescue) dei vigili del fuoco, specializzata in interventi di emergenza tra le macerie. Il successo dell’operazione è stato frutto di un lavoro di squadra, in cui ogni componente ha svolto un ruolo chiave.