Maltempo a Bari, pini caduti e pineta chiusa: al via le verifiche

Avviato il monitoraggio delle alberature instabili: interventi in corso al Castello svevo, nella pineta San Francesco e nel cimitero monumentale

Il maltempo che ha colpito Bari ha causato la caduta di tre alberi di pino, provocando l’intervento immediato del settore comunale Parchi e Giardini. Gli episodi si sono verificati in due punti distinti: uno nei pressi del Castello svevo e due all’interno della pineta San Francesco, attualmente chiusa per permettere l’esecuzione delle opportune verifiche tecniche.

Le squadre comunali sono impegnate nella rimozione degli alberi crollati, e in parallelo stanno monitorando altri esemplari che presentano potenziali condizioni di instabilità. Nel dettaglio, nei pressi del Castello svevo è stata ordinata la rimozione urgente di un pino, la cui zolla è risultata ribaltata, mentre un secondo albero, ritenuto pericolante, verrà abbattuto nei prossimi giorni.

Il cimitero monumentale è un altro dei luoghi colpiti dal forte vento: le raffiche hanno spezzato diversi rami di un cipresso secolare. Gli addetti della Multiservizi stanno provvedendo alla messa in sicurezza dell’area, rimuovendo i rami e verificando la stabilità di altri alberi presenti.


Una riflessione più ampia riguarda la presenza dei pini nei contesti urbani. Le radici superficiali dei pinus pinea, piantumati ampiamente in passato per il loro valore estetico e la capacità di ombreggiare, sono oggi tra le principali cause di dissesto del manto stradale. Crescendo in orizzontale, queste radici finiscono per sollevare marciapiedi e crepare l’asfalto, con rischi per la sicurezza dei cittadini e costi di manutenzione elevati per l’amministrazione.

Il settore Infrastrutture del Comune ha stimato che il mantenimento di ciascun albero può comportare spese annuali tra i 2.000 e i 5.000 euro, inclusi i lavori di ripristino stradale e interventi su sottoservizi danneggiati dalle radici.


Secondo l’assessora all’Ambiente Elda Perlino, la città ha bisogno di un approccio ecosistemico alla gestione del verde. I pini, piantati in un’epoca priva di visione a lungo termine sul verde urbano, sono oggi inadeguati per i moderni contesti cittadini. «Sono alberi iconici – ha dichiarato – ma non più compatibili con l’evoluzione urbana e climatica delle città. Il nostro obiettivo è non solo sostituire gli esemplari pericolanti o ammalorati, ma anche aumentare la presenza di nuove alberature urbane nel rispetto di fattori climatici, biologici e strutturali».

La visione del Comune guarda al futuro con una strategia pluriennale, che prevede il progressivo rinnovo delle alberature con piante più adatte al contesto urbano, meno invasive a livello radicale, più resistenti ai cambiamenti climatici e con una maggiore efficienza nella cattura della CO2, soprattutto nelle fasi di crescita. In effetti, le giovani piante tendono ad assorbire più anidride carbonica rispetto a quelle più mature, grazie a una fotosintesi più attiva.


In linea con i nuovi orientamenti europei sulla forestazione urbana, Bari ha già completato un censimento del proprio patrimonio arboreo, individuando le piante da sostituire. L’obiettivo è un piano di rinnovamento che tenga conto non solo della sicurezza, ma anche della sostenibilità ambientale e dei costi di gestione.

Collaborazioni con altre grandi città come Roma, Milano, Torino e Firenze stanno aiutando a condividere buone pratiche e strategie comuni, grazie al lavoro dell’Osservatorio sulla transizione ecologica promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Questo processo punta a trasformare il verde urbano in un’infrastruttura ecologica integrata nella pianificazione urbana, capace di affrontare le sfide del cambiamento climatico.

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