L’Istituto Tumori di Bari estende i servizi di radioterapia durante i lavori di rinnovo

Nonostante i lavori in corso per la sostituzione di uno degli acceleratori lineari, l'Istituto Tumori di Bari ha continuato a fornire trattamenti e prime visite a oltre 300 pazienti

L’Istituto Tumori di Bari è riuscito a mantenere attivo il servizio di radioterapia nonostante i lavori di rinnovamento in corso. Nel bunker situato al piano -2 dell’Istituto, i lavori iniziati a giugno continueranno fino a fine anno, portando all’installazione di un nuovo acceleratore lineare, più avanzato e performante, insieme all’adeguamento dei locali esistenti. Questi interventi rientrano nel piano di rinnovo del parco macchine dell’Istituto, finanziato con oltre 12 milioni di euro attraverso fondi del Pnrr e Fesr. Nonostante le attività di rinnovamento, l’assistenza sanitaria non è stata interrotta né ostacolata. Gero Grassi, presidente del Consiglio di Indirizzo e Verifica dell’Istituto, ha sottolineato che ciò è il risultato di una buona organizzazione del lavoro e di un’attenzione costante al paziente.

Dall’inizio dei lavori, l’Istituto ha garantito continuità alle cure di oltre 300 pazienti, grazie a un’estensione degli orari di trattamento. Il servizio di radioterapia ha operato dalle 7 alle 21, permettendo così di soddisfare le esigenze dei pazienti. Tra giugno e agosto, sono stati 251 i pazienti che hanno completato i cicli di radioterapia previsti dal loro piano terapeutico, mentre altri 75 pazienti, in prevalenza affetti da tumore al seno e al polmone, hanno potuto effettuare le prime visite, incrementando il numero di consulti rispetto a quanto programmato.

Alessandro Delle Donne, direttore generale dell’Istituto, ha elogiato l’impegno dell’unità operativa di radioterapia, sottolineando che la continuità dei trattamenti è stata possibile grazie alla dedizione e disponibilità dell’intero team di medici, infermieri e tecnici. Anche con una macchina in meno, l’Istituto è riuscito a garantire la tempestività nella presa in carico dei pazienti, senza gravare sulle altre strutture sanitarie della regione. In particolare, l’impegno dei due medici radioterapisti del gruppo mammella/polmone è stato cruciale per l’avvio tempestivo dei trattamenti.

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