Nel panorama della sanità regionale, la Puglia ha avviato un intervento mirato per ridurre i tempi di attesa, ottenendo risultati rilevanti nei primi mesi del 2026. Il piano di recupero delle liste d’attesa ha consentito di anticipare migliaia di prestazioni sanitarie, coinvolgendo un numero significativo di cittadini già prenotati per visite, esami e ricoveri.
Secondo i dati raccolti nel periodo compreso tra il 2 febbraio e il 19 marzo, sono state ricontattate 100.487 persone dalle aziende sanitarie locali, con l’obiettivo di riorganizzare gli appuntamenti e offrire date più ravvicinate. Di queste, 47.349 prestazioni sono state anticipate, mentre 34.081 risultano già eseguite, evidenziando un’accelerazione concreta nell’erogazione dei servizi.
Un ruolo centrale è stato ricoperto dalla diagnostica per immagini, che rappresenta la quota più consistente delle prestazioni effettuate. Tac, risonanze magnetiche ed ecografie costituiscono il 39% del totale delle attività già erogate, confermandosi come l’area con maggiore richiesta. A seguire si collocano altre branche specialistiche come cardiologia, dermatologia, neurologia, oculistica e medicina fisica e riabilitativa.
L’analisi dei dati evidenzia anche una gestione articolata delle priorità cliniche. Il 65% delle prestazioni recuperate riguarda codici urgenti (U) e brevi (B), ma parallelamente le strutture sanitarie hanno avviato il recupero anche delle prestazioni classificate come differite e programmabili. Questo approccio ha permesso di intervenire in modo più ampio sulle liste d’attesa, senza limitarsi ai soli casi urgenti.
Entrando nel dettaglio delle attività, il numero più elevato di contatti riguarda gli esami diagnostici. Sono stati 89.830 i cittadini ricontattati per visite ed esami, con 46.071 prestazioni anticipate e 32.506 già completate. Tuttavia, non tutti hanno accettato la nuova proposta: 25.752 persone hanno rifiutato l’anticipo dell’appuntamento, mantenendo la prenotazione originaria.
Per quanto riguarda i ricoveri, i numeri risultano più contenuti ma comunque significativi. I richiami hanno raggiunto quota 10.657, con 1.278 ricoveri anticipati e 1.575 già effettuati. Questo dato segna anche un incremento rispetto alle rilevazioni precedenti, indicando una progressiva implementazione del piano.
Un elemento rilevante emerso dal monitoraggio condotto dall’Aress e dal Dipartimento regionale è l’estensione temporale delle anticipazioni. Le strutture che hanno esaurito le prenotazioni del 2025 hanno iniziato a intervenire anche su quelle previste oltre le soglie stabilite, ampliando così il raggio d’azione del piano. In questo contesto, oltre 15mila prestazioni anticipate riguardano già l’anno in corso, segnale di una strategia che punta a prevenire nuovi accumuli di attesa.
Dal punto di vista dei tempi, il miglioramento appare evidente. L’anticipo medio delle prestazioni è stato pari a 97 giorni, un dato che testimonia una riduzione significativa rispetto alle tempistiche inizialmente previste per molte prestazioni.
Nel complesso, l’operazione ha mostrato come una gestione attiva delle prenotazioni possa incidere concretamente sull’efficienza del sistema sanitario. La riorganizzazione degli appuntamenti e il contatto diretto con i cittadini si sono rivelati strumenti efficaci per ottimizzare le risorse disponibili, contribuendo a ridurre i tempi di accesso alle cure.