Intelligenza artificiale negli screening cervicali: la Puglia guida il cambiamento

La diagnostica citologica digitale rivoluziona la prevenzione oncologica nella ASL Bari grazie all’uso dell’intelligenza artificiale e a un sistema completamente automatizzato

L’adozione dell’intelligenza artificiale negli screening per il tumore del collo dell’utero rappresenta un passo decisivo per la sanità pubblica pugliese. La ASL Bari ha introdotto una piattaforma digitale di diagnostica citologica che si avvale di algoritmi di deep learning, capaci di analizzare vetrini digitalizzati con un alto grado di precisione. Ogni campione viene preparato tramite processi completamente automatizzati e successivamente scansionato su 14 piani focali, generando tra le 30 e le 60 immagini ad alta risoluzione. Questi dati, una volta archiviati su server interni, permettono consultazioni digitali sicure e tracciabili tra specialisti, migliorando la qualità della diagnosi.

Un centro d’eccellenza unico in Italia, attivo presso l’Ospedale “Di Venere”, coordina questa innovazione. Inserito all’interno del Dipartimento della Medicina di Laboratorio e Immunotrasfusionale della ASL Bari, il Servizio di Citopatologia e Screening opera come riferimento per l’intera regione. La struttura si distingue per un team altamente specializzato: sei tecnici di laboratorio, sei biologi (di cui cinque citoscreeners) e tre dirigenti medici anatomopatologi collaborano strettamente con il Centro Screening Aziendale, la rete dei consultori familiari e le unità operative dedicate alla prevenzione.

Le diagnosi diventano così più tempestive, accurate e accessibili. Grazie all’investimento della Direzione Generale della ASL Bari, il nuovo sistema ha permesso di ridurre i tempi di refertazione e di ottimizzare il lavoro del personale sanitario. I dati del 2024 indicano un’attività annua di 50mila esami tra HPV test e Pap test, con l’identificazione di quasi 1.800 casi, di cui circa il 20% relativi a lesioni di alto grado. Questa capacità di intercettazione precoce rappresenta una svolta per i programmi di prevenzione oncologica.

Il valore dell’innovazione è sottolineato anche dalle istituzioni regionali. Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha dichiarato che “la Puglia dimostra di essere all’avanguardia nell’applicazione della tecnologia alla salute pubblica”, evidenziando come strumenti avanzati possano offrire una possibilità in più alle donne, soprattutto nella prevenzione oncologica. Anche il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha ribadito l’importanza di una sanità equa e partecipata, che investe su tecnologia e prevenzione.

Dal punto di vista operativo, ogni specialista dispone di una workstation dedicata per l’analisi e la refertazione. I risultati delle diagnosi vengono registrati nel Sistema Informatico Regionale dell’Anatomia Patologica e nel Sistema Regionale degli Screening. Il software di intelligenza artificiale è in grado di facilitare l’identificazione di cellule anomale, riducendo al minimo l’errore umano. Tuttavia, la valutazione finale rimane nelle mani del professionista, che interpreta i segnali di atipia citologica, spesso legati alla persistenza dell’infezione da papillomavirus.

In un futuro prossimo, sarà possibile estendere la portata della diagnostica digitale anche oltre i confini regionali, favorendo collaborazioni con altre strutture sanitarie e lo scambio immediato di immagini diagnostiche, senza movimentare campioni fisici. Questa visione integrata della sanità digitale rappresenta un modello replicabile per il resto del Paese.

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