Il mondo della chirurgia ha assistito a un significativo progresso grazie alle innovazioni introdotte dal Policlinico di Bari. Questa prestigiosa istituzione medica si distingue per essere il leader in Italia nell’esecuzione di trapianti di rene da vivente, utilizzando tecniche laparoscopiche assistite da robot. Il professor Pasquale Ditonno, a capo dell’Unità Operativa di Urologia e Centro trapianti rene, ha condotto con successo 89 interventi nell’ultimo anno, tra cui 54 trapianti di rene singolo, 14 di rene doppio, e 21 da donatore vivente.
Innovazione nel Prelievo e Trapianto Renale
Il Policlinico di Bari ha introdotto negli ultimi cinque anni, anche durante il periodo della pandemia Covid, investimenti significativi nella tecnologia robotica. Questo ha portato all’adozione della chirurgia robot assistita nel prelievo del rene da donatore sano, migliorando i benefici di tale procedura. Il direttore generale Giovanni Migliore enfatizza l’unicità e la complessità di queste procedure, che vengono realizzate in pochissimi centri in tutto il mondo.
Benefici della Robotica in Chirurgia
Il professor Ditonno sottolinea i vantaggi della chirurgia robotica, tra cui una visione più dettagliata per il chirurgo e una maggiore precisione strumentale. Per i pazienti, ciò si traduce in un minor rischio di infezioni, meno dolore postoperatorio, una degenza ospedaliera ridotta, e una cicatrice chirurgica esteticamente più accettabile.
Sinergia e Precisione nel Processo di Trapianto
Il prof. Giuseppe Lucarelli, descrive l’esecuzione di questo intervento come un processo che richiede la perfetta sincronizzazione di tre equipe chirurgiche, due sale operatorie e due robot chirurgici. Il momento cruciale è l’osservazione della rivascolarizzazione del rene e la ripresa della diuresi, subito dopo il collegamento dei vasi del rene ai vasi del paziente.
Aspettative di Vita e Salute Post-Donazione
Il professor Ditonno rassicura sulla sicurezza della donazione di rene, confermando che gli studi dimostrano come donare un rene non alteri l’aspettativa di vita o la salute del donatore. Inoltre, il trapianto da donatore vivente riduce i tempi di attesa per i pazienti con malattie renali gravi, diminuendo i rischi di complicanze rispetto al trapianto da donatore deceduto.