Un totale di vent’anni di reclusione è stato inflitto a Salvatore Buscemi, considerato il leader del clan mafioso di Valenzano, in provincia di Bari. La sentenza è stata emessa dalla gup del Tribunale di Bari, Anna Perrelli, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. Buscemi è stato condannato per scambio elettorale politico-mafioso, associazione mafiosa e una serie di altri reati, tra cui usura, estorsioni, minacce, riciclaggio e reati connessi ad armi e droga.
L’inchiesta, che si è concentrata sulle elezioni comunali di Valenzano del 10 novembre 2019, ha portato a 16 condanne complessive, con pene che variano da un anno e 4 mesi fino a un massimo di 20 anni di carcere. Le accuse, a vario titolo, includono scambio elettorale politico-mafioso e altre attività criminali collegate alla malavita locale.
Secondo le indagini degli inquirenti, Buscemi avrebbe offerto il supporto elettorale della criminalità organizzata per influenzare l’esito delle elezioni comunali a favore di candidati vicini a lui e al suo clan, in particolare attraverso la lista civica “Valenzano – Trasparenza – Legalità”. Francesca Ferri, ex consigliera comunale di Bari, e il suo compagno Filippo Dentamaro sarebbero stati tra i principali beneficiari di questo accordo, con l’obiettivo di far eleggere candidati legati al clan mafioso. In cambio, sarebbero state promesse utilità e favori ai membri del clan.
Ferri e Dentamaro sono attualmente sotto processo con rito ordinario per il loro presunto coinvolgimento nello scambio elettorale politico-mafioso. Il loro processo, separato da quello di Buscemi, è ancora in corso.