Inchiesta sui certificati per i migranti, solidarietà ai medici del Policlinico di Bari

Presidio davanti all’ospedale barese dopo le perquisizioni nei confronti di nove professionisti. La direzione sanitaria ribadisce vicinanza ai medici e tutela dell’autonomia clinica

Un presidio di solidarietà si è svolto ieri pomeriggio davanti al Policlinico di Bari, dopo il coinvolgimento di nove medici nell’inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati di idoneità sanitaria dei migranti destinati ai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

L’iniziativa ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei professionisti sanitari e sulla necessità di garantire l’autonomia delle valutazioni cliniche. Tra i messaggi esposti durante il presidio, anche un richiamo al principio secondo cui l’attività di cura non può essere considerata un reato.

L’indagine riguarda le certificazioni rilasciate ai migranti destinati ai Cpr. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni medici di diverse strutture ospedaliere italiane avrebbero falsificato i documenti sanitari per impedire il trasferimento dei migranti nei centri per il rimpatrio.

Gli accertamenti hanno raggiunto anche Bari. Lo scorso 11 settembre nove medici del Policlinico, tra infettivologi e psichiatri, sono stati sottoposti a perquisizione. Nessuno dei professionisti, secondo le informazioni disponibili, risulta indagato.

Nella mattinata di ieri il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, ha incontrato i responsabili delle Unità operative di Psichiatria e Malattie infettive, Alessandro Bertolino e Annalisa Saracino, insieme a una delegazione di medici.

La direzione ha espresso vicinanza e fiducia nei confronti dei professionisti, ribadendo al tempo stesso il rispetto per l’attività della magistratura. L’obiettivo indicato è garantire ai sanitari la necessaria serenità nello svolgimento delle proprie funzioni.

Psichiatri e infettivologi sono infatti chiamati a effettuare valutazioni particolarmente delicate, basate sulle condizioni di salute della persona, sulle conoscenze scientifiche e sui principi della professione medica.

Il Policlinico ha sottolineato l’importanza di mantenere insieme rispetto delle procedure giudiziarie e tutela dell’autonomia clinica. Le valutazioni dei medici, secondo la direzione sanitaria, devono poter essere effettuate in piena responsabilità professionale e senza condizionamenti esterni.

La vicenda resta quindi al centro degli accertamenti della Procura di Ravenna, mentre a Bari prosegue l’attenzione sulla posizione dei nove professionisti sottoposti a perquisizione. Gli accertamenti giudiziari e la tutela della dignità professionale dei medici rappresentano i due aspetti attorno ai quali si sviluppa la vicenda.

Redazione

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