Un attacco mirato e preoccupante ha scosso la città di Corato, dove due auto di un ispettore della Polizia Locale sono state incendiate nella sua abitazione di campagna. Ignoti avrebbero forzato la recinzione della proprietà per poi appiccare il fuoco ai veicoli. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco e i carabinieri, mentre le indagini proseguono senza escludere alcuna pista.
Il comandante della Polizia Locale, Michele Bucci, ha condannato duramente l’accaduto, definendo l’azione non solo un attacco contro un singolo operatore, ma contro l’intero corpo di Polizia Locale. “È un gesto vile e intimidatorio che colpisce il principio stesso di legalità e sicurezza cittadina”, ha dichiarato Bucci, aggiungendo che il corpo continuerà a lavorare con determinazione per garantire l’ordine pubblico. “Confidiamo pienamente nell’operato delle Forze dell’ordine e della Magistratura, certi che i responsabili saranno presto identificati e perseguiti”, ha concluso.
Il sindaco Corrado De Benedittis ha parlato di un “gravissimo atto intimidatorio”, sottolineando come si sia superato ogni limite accettabile. “Non possiamo permettere che la nostra città venga stretta nella morsa della criminalità, tra spaccio, furti e rapine”, ha affermato il primo cittadino. “Oggi stesso scriverò al Prefetto per segnalare con urgenza la situazione e chiedere un intervento risolutivo da parte dello Stato”.
Secondo quanto riportato dai canali ufficiali del Comune, l’azione sarebbe stata premeditata: i malviventi hanno prima tagliato la recinzione per poi dare fuoco ai mezzi, con l’evidente intento di intimidire. Un gesto che, secondo le istituzioni locali, non può essere tollerato in una comunità civile.
La reazione dell’amministrazione comunale è stata immediata e decisa. Il sindaco ha espresso piena solidarietà all’ispettore coinvolto, estendendo il sostegno a tutto il corpo della Polizia Locale. Ha inoltre invocato una risposta “forte e decisa” da parte di Prefettura, Forze dell’ordine e magistratura, per contrastare quella che appare come una crescente minaccia criminale all’interno del territorio.
L’intera comunità è ora chiamata a una riflessione più ampia sulla sicurezza urbana e sul ruolo delle istituzioni nella tutela dei cittadini e dei servitori dello Stato. Il caso ha riacceso i riflettori sulla necessità di garantire maggiore protezione agli operatori delle forze dell’ordine, spesso esposti a pericoli anche al di fuori del servizio.