La Puglia si trova a fronteggiare una grave minaccia per il suo settore agricolo e ambientale, con 32mila alveari e 13mila sciami di api a rischio. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che attribuisce la causa principale di questa crisi agli eventi climatici estremi e alla siccità, ma anche alla perdita di terreni agricoli dovuta alla Xylella. Se la situazione non viene affrontata, le conseguenze potrebbero estendersi oltre l’apicoltura, mettendo in pericolo anche la produzione di frutta, che dipende in gran parte dall’impollinazione delle api.
Le api, un alleato silenzioso per le coltivazioni
Le api svolgono un ruolo cruciale nell’impollinazione delle piante da frutto. Senza di esse, coltivazioni come mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni rischiano di subire gravi danni. Coldiretti sottolinea che la perdita di api non solo compromette la biodiversità, ma mette a rischio anche la produzione agricola e l’economia del settore. In un contesto già segnato dalle difficoltà legate alla Xylella, che ha colpito gravemente gli oliveti, la situazione si fa ancora più preoccupante.
Un intervento urgente per la salvaguardia degli alveari
In risposta alla crescente emergenza, l’Autorità di Gestione del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) 2023/2027 della Regione Puglia ha deciso di attivare nuovi fondi di sostegno per le aziende apistiche a partire dalla campagna 2026. Questo intervento mira a sostenere le realtà impegnate nella tutela della biodiversità e nella promozione della sostenibilità ambientale. Tuttavia, secondo la Coldiretti, gli sforzi per proteggere gli alveari e le api devono essere accompagnati da misure concrete per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la gestione dei terreni agricoli.