Immigrazione in Puglia: oltre 149 mila stranieri, prevalgono rumeni e albanesi

L'ultimo Dossier Statistico Immigrazione rivela una crescita della popolazione straniera in Puglia, dove rumeni e albanesi costituiscono le principali comunità

In Puglia risiedono 149.477 cittadini stranieri, pari al 3,8% della popolazione regionale, con una crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. La provincia di Bari ospita la maggioranza di stranieri (30,2%), seguita da Foggia (23,6%), Lecce (18,7%), Taranto (11,3%), Brindisi (8,7%) e Bat (7,4%).

I cambiamenti demografici sono evidenti anche nelle scuole pugliesi. Negli ultimi dieci anni, gli studenti stranieri sono aumentati del 24,5%, passando da 16.329 nel 2012/2013 a 20.330 nel 2022/2023, mentre quelli italiani sono diminuiti del 17,9% (da 650.117 a 533.542). Attualmente, i ragazzi con cittadinanza straniera costituiscono il 3,7% del totale studentesco regionale. Più della metà degli studenti stranieri è nata in Italia, con una presenza significativa nella scuola dell’infanzia (68,5%) e primaria (58,4%). Questo dato cala nella scuola secondaria di I grado (48,4%) e si attesta al 35,9% nella secondaria di II grado. Anche le nascite tra cittadini stranieri sono un segnale di stabilità: nel 2023, circa 1.300 bambini stranieri sono nati in Puglia, il 5,3% dei nuovi nati della regione.

Sul fronte del lavoro, la presenza straniera si fa sentire soprattutto in settori marginali. Gli stranieri occupati in Puglia rappresentano il 4,4% del totale regionale (1.292.600 lavoratori), con una partecipazione femminile del 36,1%. Tra i disoccupati, la percentuale di stranieri si attesta all’8,8%, con una presenza di donne pari al 40,5%. In generale, l’86,3% dei lavoratori stranieri svolge un impiego dipendente, mentre tra gli occupati la concentrazione maggiore si registra nei settori agricolo (26,5%), edilizio (11,0%) e domestico (18,9%). Rispetto agli italiani, che lavorano principalmente nel settore agricolo (solo il 7,2%) e in quello domestico (1,1%), gli stranieri si trovano spesso confinati in occupazioni precarie e a basso salario, con elevati tassi di infortuni.

Analizzando i tipi di occupazione, il lavoro manuale non qualificato è svolto dal 47,6% dei lavoratori stranieri, rispetto all’11,6% degli italiani. Al contrario, la percentuale di stranieri in impieghi specializzati è inferiore rispetto alla media nazionale, con solo il 16,5% che svolge lavori manuali specializzati, contro il 25,7% degli italiani. Gli stranieri impiegati in posizioni di responsabilità, intellettuali o tecniche rappresentano appena il 4%, un dato nettamente inferiore alla media nazionale dell’8,7%. Il divario è evidente anche per gli italiani, che in Puglia ricoprono il 31,4% di tali posizioni, contro il 38,6% nazionale.

Infine, le acquisizioni di cittadinanza rappresentano un segno di stabilizzazione crescente: nel 2023, i nuovi cittadini italiani in Puglia sono stati 3.757, di cui il 46% residente nella provincia di Bari. Tuttavia, sono emersi problemi di lentezza burocratica: il 15% degli immigrati ha atteso fino a tre anni per ottenere un titolo di soggiorno che consenta il lavoro regolare, con disagi particolarmente concentrati nel barese.

L’immigrazione in Puglia mostra dunque una popolazione variegata e radicata, che contribuisce alla vitalità della regione, pur affrontando sfide nel lavoro e nell’integrazione sociale.

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