Il progetto del Bus Rapid Transit (Brt) a Bari, dal valore di 160 milioni di euro, continua a suscitare accesi dibattiti. Sebbene l’idea di migliorare la mobilità sostenibile possa sembrare positiva, le implicazioni pratiche per la città, soprattutto per le periferie, sono al centro delle preoccupazioni.
Un investimento limitato nel territorio barese
Uno degli aspetti più critici del progetto riguarda la sua estensione: il sistema Brt dovrebbe interessare solo il 17% del territorio cittadino. Questo aspetto è stato sollevato dagli esponenti locali di Fratelli d’Italia, che mettono in evidenza come una parte significativa della popolazione barese potrebbe essere esclusa dai benefici diretti del progetto. Secondo il partito, un sistema di mobilità che non copre l’intero territorio non risolverebbe i problemi di viabilità in modo efficace e potrebbe accentuare le disuguaglianze tra il centro e le periferie.
L’impatto sui parcheggi e sulle periferie
Un altro punto di critica riguarda il drastico abbattimento del numero di parcheggi nella città, che potrebbe creare disagi significativi per i residenti e i pendolari. Il progetto, infatti, prevede l’eliminazione di numerosi posti auto in alcune zone centrali, con il rischio di compromettere ulteriormente la viabilità cittadina. Inoltre, le periferie non sarebbero servite dal percorso dei mezzi elettrici a corsia dedicata, costringendo i cittadini a ricorrere a due mezzi pubblici differenti per arrivare nei centri urbani. Questo potrebbe comportare un aggravio nella quotidianità dei cittadini, in particolare per coloro che vivono lontano dal centro.
La preoccupazione di residenti e commercianti
Il piano di riduzione dei parcheggi non preoccupa solo i residenti, ma anche i commercianti, che temono una diminuzione delle opportunità economiche. La perdita di spazi per il parcheggio potrebbe disincentivare l’afflusso di clienti nelle zone centrali, con conseguenze negative per il commercio e l’economia locale. La mancanza di soluzioni alternative adeguate per i parcheggi potrebbe infatti danneggiare ulteriormente il tessuto urbano e commerciale della città.
Un progetto finanziato con fondi a debito
Un altro aspetto che preoccupa gli esponenti di Fratelli d’Italia è il finanziamento del progetto. I 160 milioni di euro previsti per la realizzazione del sistema Brt provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ma non sono a “costo zero” per la cittadinanza. Si tratta infatti di un prestito che dovrà essere restituito, con il rischio che i costi a lungo termine ricadano sui cittadini. Inoltre, come sottolineato dalla coordinatrice cittadina di Fdi, Antonella Lella, sono emersi costi aggiuntivi pari a 9 milioni di euro, che aumentano ulteriormente l’incertezza riguardo alla sostenibilità economica dell’intera operazione.
La protesta e la mobilitazione
In risposta a queste preoccupazioni, Fratelli d’Italia ha organizzato un sit-in di protesta, previsto per sabato 25 ottobre nel Municipio 2 di Bari. La scelta di questa zona non è casuale: si tratta di uno dei luoghi in cui sono emersi i primi comitati cittadini contrari al progetto. La mobilitazione mira a sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni su un progetto che, secondo i critici, potrebbe non rispondere adeguatamente alle reali esigenze della città.