Un clima di incertezza caratterizza il futuro delle graduatorie pubbliche in Puglia, dopo che il Comitato Idonei ha denunciato gravi incongruenze nell’applicazione della proroga approvata dal Consiglio Regionale. A settembre 2025, un emendamento del consigliere Mario Scalera aveva esteso la validità degli elenchi fino al 2026, applicandosi a concorsi della Regione, enti strumentali, agenzie e aziende sanitarie. Tuttavia, nelle ultime settimane, sono emerse comunicazioni ufficiali da parte di uffici regionali che smentiscono questa proroga, generando confusione e allarme tra i candidati.
In particolare, sarebbero già state dichiarate decadute diverse graduatorie, comprese quelle relative al concorso per 209 unità di categoria D (DD 1371/2022), nonostante la proroga teoricamente attiva. Il Comitato sottolinea la contraddizione tra l’orientamento normativo espresso dal Consiglio Regionale e le decisioni operative assunte dagli uffici amministrativi, chiedendo un chiarimento immediato e ufficiale da parte delle istituzioni.
Il tema è stato rilanciato anche alla luce del recente insediamento del nuovo Consiglio Regionale, con il Comitato che invita la politica ad affrontare senza indugi il nodo della proroga. A essere sollecitato è anche il consigliere Francesco Paolicelli, già coinvolto nel dialogo con gli idonei, affinché si faccia portavoce delle loro richieste e favorisca un confronto diretto con le strutture amministrative responsabili.
Ma le preoccupazioni non si fermano alla scadenza degli elenchi. Sullo sfondo resta infatti la Legge Regionale 24/2023, che impone alle agenzie regionali di utilizzare, laddove possibile, le graduatorie esistenti per figure analoghe. Secondo il Comitato, però, la normativa non verrebbe realmente applicata, come dimostrano i nuovi bandi pubblicati da Asset e Arca Puglia Centrale. In entrambi i casi, si sarebbero potuti impiegare idonei già presenti nelle graduatorie, evitando l’avvio di ulteriori procedure concorsuali.
Per i candidati idonei, la proroga delle graduatorie non è solo un’opportunità: è un elemento fondamentale per garantire trasparenza e continuità occupazionale. Il loro appello alla Regione è chiaro: occorre dare seguito concreto agli indirizzi normativi già approvati, evitando ambiguità e disallineamenti tra politica e burocrazia. Viene inoltre sollecitata la stipula di più convenzioni tra enti per favorire l’utilizzo delle graduatorie in essere, soprattutto in vista del nuovo PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) regionale, che prevede nuovi scorrimenti per il personale.
In un contesto di progressiva contrazione del turnover e carenza di risorse umane nel pubblico impiego, l’uso corretto delle graduatorie esistenti rappresenta anche una scelta strategica ed economica. Per questo, conclude il Comitato, è essenziale definire al più presto un orientamento univoco e vincolante da parte dell’amministrazione regionale, così da tutelare i diritti dei lavoratori idonei e garantire il pieno rispetto delle normative approvate.