Fognatura pluviale a Ceglie: via libera al secondo stralcio del progetto

La Giunta comunale di Bari approva il piano da 1,8 milioni per completare il sistema di drenaggio nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo

Prosegue il percorso di ammodernamento delle infrastrutture idriche nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo di Bari, con l’approvazione da parte della Giunta comunale del progetto esecutivo relativo al secondo stralcio dei lavori per la realizzazione della fognatura pluviale.

Il progetto interessa principalmente l’abitato di Ceglie del Campo, con l’obiettivo di completare il sistema di collettamento delle acque meteoriche già avviato con il primo stralcio.

Saranno dismessi due pozzi disperdenti, attualmente situati tra via De Candia e via Di Venere, e all’angolo tra piazza Vittorio Emanuele e via Vittorio Veneto. La dismissione permetterà di convogliare in modo più efficiente le acque meteoriche verso la nuova infrastruttura, contribuendo a ridurre i rischi di allagamento e migliorare la resilienza idraulica del territorio.

L’assessore alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi, ha evidenziato che l’intervento si inserisce in un piano generale per la gestione delle acque meteoriche, atteso da oltre quarant’anni e pensato per offrire una soluzione definitiva ai problemi di drenaggio delle ex frazioni.

L’intero progetto si sviluppa su un bacino di quasi 4 chilometri quadrati, con una rete di canalizzazioni lunga 9.610 metri, e punta a garantire un sistema di drenaggio efficiente, sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Tra le caratteristiche tecniche, la nuova condotta sarà realizzata in polietilene, con raccolta dell’acqua tramite griglie in ghisa su pozzetti prefabbricati in calcestruzzo, tutte convogliate verso l’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, già costruito con il primo lotto.

Il progetto è conforme ai più avanzati standard ambientali europei, incluso il requisito di resilienza climatica, che assicura la piena funzionalità dell’opera anche in presenza di eventi meteorologici estremi, come richiesto dalle direttive UE e nazionali.

 

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