Anche la provincia di Bari figura tra le aree coinvolte nella maxi truffa finanziaria smascherata dalla Guardia di Finanza di Ancona, nell’ambito dell’operazione “Golden Tree”. Il sistema fraudolento, attivo in tutta Italia, ha coinvolto oltre 500 vittime e movimentato complessivamente più di 4 milioni di euro, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura dorica.
Lo schema messo in piedi dai truffatori era basato su una falsa piattaforma finanziaria, che operava come una “banca abusiva” priva di qualsiasi autorizzazione legale. Attraverso canali online, siti web e gruppi social, gli indagati proponevano servizi apparentemente leciti come l’apertura di conti esteri, prestiti a condizioni vantaggiose e, soprattutto, investimenti ad altissimo rendimento.
Dietro la facciata di una community esclusiva si celava in realtà uno schema Ponzi, un meccanismo piramidale in cui i guadagni promessi ai primi investitori venivano finanziati dai versamenti delle nuove vittime. Un modello già noto alle cronache giudiziarie, ma ancora in grado di attrarre centinaia di risparmiatori, compresi diversi residenti nel Barese, attirati dalla possibilità di far fruttare velocemente i propri risparmi.
Le Fiamme Gialle hanno ricostruito la rete di operazioni illecite attraverso accertamenti bancari, analisi forensi e monitoraggi online, individuando una struttura organizzativa che si proponeva come alternativa al sistema finanziario tradizionale, facendo leva su retoriche legate all’autonomia economica, alla libertà finanziaria e al guadagno facile.
Secondo gli inquirenti, gli artefici della truffa avrebbero costruito attorno al progetto una narrazione credibile, presentando la finta banca come una realtà innovativa ed etica, in grado di “aiutare le persone a liberarsi dalle banche convenzionali”. In realtà, si trattava di un sofisticato sistema per sottrarre denaro a ignari investitori, molti dei quali hanno perso gran parte dei propri risparmi.