Una nuova condanna patteggiata si aggiunge al curriculum giudiziario di Vito Lorusso, ex primario di Oncologia Medica presso l’Istituto Oncologico ‘Giovanni Paolo II’ di Bari. Il medico, già incarcerato per reati di peculato e concussione legati all’attività clinica, ha accettato di versare 4.240 euro per chiudere un procedimento a suo carico relativo al furto di farmaci dai locali dell’ospedale.
La decisione è stata presa il 25 settembre durante il dibattimento, dopo che una proposta di patteggiamento presentata in fase di udienza preliminare era stata inizialmente respinta. Il nuovo accordo, accettato in sede di giudizio, include anche il pagamento delle spese legali sostenute dalla parte civile costituita, ovvero l’Istituto Oncologico barese, che risulta già risarcito.
Lorusso è difeso dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta. La sua posizione si inserisce in una più ampia inchiesta condotta sulla sottrazione indebita di medicinali dalla struttura sanitaria, vicenda che ha coinvolto anche altri membri del personale ospedaliero. Sette tra infermieri e operatori sanitari hanno già definito la loro posizione attraverso patteggiamenti, con pene comprese tra un anno e quattro mesi e due anni di reclusione.
La figura di Lorusso era già finita al centro dell’attenzione mediatica per un’altra grave vicenda giudiziaria. Secondo l’accusa, avrebbe chiesto denaro ai pazienti in cambio di ricoveri, visite specialistiche e pratiche accelerate, un comportamento che gli è costato una condanna a cinque anni di carcere, definita tramite patteggiamento.
Il caso ha suscitato forte indignazione nell’opinione pubblica, soprattutto per il coinvolgimento diretto di un dirigente medico in attività illecite all’interno di una struttura pubblica dedicata alla cura dei pazienti oncologici. Le indagini hanno fatto emergere un sistema parallelo di abusi e violazioni che ha coinvolto più livelli dell’organizzazione ospedaliera.