Evasione Tari a Bari: quasi metà delle attività commerciali irregolari secondo i controlli del Nucleo Ispettivo Tributi

Dalle ispezioni comunali emerge un quadro allarmante: numerose utenze non domestiche non risultavano registrate al pagamento della tassa sui rifiuti, con ricadute economiche su cittadini e imprese in regola.

Nel capoluogo pugliese è emersa una situazione che gli uffici comunali definiscono preoccupante: i controlli svolti dal Nucleo Ispettivo Tributi hanno rivelato che quasi il 50% delle attività commerciali esaminate non risultava iscritta alla Tari. Su 709 posizioni verificate, infatti, ben 329 sarebbero risultate irregolari, delineando un quadro che impatta direttamente sulla gestione economica del servizio rifiuti e sulle tasche dei contribuenti.

Le verifiche, aggiornate al 31 ottobre, hanno individuato un tasso di irregolarità pari al 46,5%, un valore che, secondo il Comune, mette in luce criticità strutturali nel rispetto dell’obbligo contributivo da parte delle utenze non domestiche. Si tratta di un dato che continua ad alimentare il dibattito sull’evasione fiscale locale e sulla necessità di implementare controlli periodici e sistematici per garantire equità nel pagamento del tributo.

Una parte rilevante delle ispezioni si è concentrata sulle attività con superfici più estese, considerate a maggior rischio di evasione sia per l’elevato volume potenziale di rifiuti generati, sia per l’impatto economico che la mancata iscrizione comporta sulle casse comunali. Supermercati, negozi di ampie dimensioni, centri commerciali e realtà con grande afflusso di pubblico rientrano tra le categorie sottoposte a particolare attenzione nel corso delle verifiche.

Secondo l’amministrazione, l’evasione Tari incide direttamente sulla popolazione, poiché il costo del servizio rifiuti deve essere interamente coperto dagli utenti. Questo significa che ogni mancato versamento determina un aumento dell’imposta per cittadini e imprese che, invece, adempiono regolarmente al pagamento. Gli uffici stimano che l’importo da recuperare dalle attività non iscritte ammonterebbe a 2.366.000 euro, cifra comprensiva di sanzioni e interessi maturati.

Per affrontare la situazione, il Comune ha attivato la procedura prevista dalla normativa, offrendo alle realtà commerciali irregolari la possibilità di sanare la propria posizione entro 60 giorni dalla ricezione del questionario di verifica. Le attività che hanno aderito alla richiesta ricevono una riduzione del 50% della sanzione, un incentivo pensato per facilitare la regolarizzazione ed evitare ulteriori contenziosi.

Parallelamente, è stato avviato un programma di accertamenti d’ufficio rivolto a coloro che non hanno risposto nei tempi stabiliti o che non hanno inoltrato una dichiarazione valida. Questo passaggio è considerato necessario per prevenire ulteriori fenomeni di evasione e ristabilire un equilibrio nei contributi legati al servizio di igiene urbana.

L’intervento del Nucleo Ispettivo Tributi, spiegano dal Comune, rappresenta un passo fondamentale per garantire trasparenza e correttezza nel sistema di tariffazione, tutelando sia la sostenibilità economica del servizio sia la platea dei contribuenti che sostengono regolarmente il pagamento della Tari. Le attività di controllo proseguiranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di ampliare il monitoraggio ad altre categorie di utenze non domestiche.

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