L’impianto del bilocale a Porto Cesareo, alimentato da una bombola di gas, è stato posto sotto sequestro dopo l’esplosione che ha causato gravi ferite a tre persone, tra cui Giuseppe Agostinacchio, un uomo di 58 anni di Gravina. L’esplosione, avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 agosto, ha avuto conseguenze drammatiche, portando al decesso dell’uomo presso l’ospedale Perrino di Brindisi, dove era stato trasportato con ustioni su oltre il 50% del corpo. La figlia 23enne di Agostinacchio, anch’essa coinvolta nell’incidente, rimane in condizioni critiche ma stabili, mentre il fidanzato della giovane, di 24 anni, è stato ferito in modo meno grave.
Il sindaco di Gravina, Fedele Lagreca, ha espresso il suo cordoglio alle famiglie colpite, ricordando anche un’altra recente tragedia che ha funestato la comunità. Pochi giorni prima, infatti, Domenico Branà, un giovane di 29 anni, è deceduto in un incidente stradale avvenuto il 13 agosto sulla strada per Metaponto. Lagreca ha sottolineato come la comunità stia vivendo un Ferragosto segnato dal dolore e dall’apprensione, riflettendo sugli eventi drammatici che hanno coinvolto quattro cittadini di Gravina.
Nel frattempo, le autorità hanno avviato un’indagine per accertare le cause dell’esplosione a Porto Cesareo. Si ipotizza che la fuga di gas sia partita dalla bombola che alimentava l’impianto del bilocale. Il magistrato di turno ha già disposto una perizia per chiarire le dinamiche dell’incidente.
Non è il primo incidente di questo tipo avvenuto nella regione in pochi giorni. Soltanto qualche giorno prima, un trullo a Cisternino è stato teatro di una simile tragedia, in cui un’esplosione causata da una possibile fuga di gas ha provocato la morte del 55enne barese Nicola Salatino e il grave ferimento della moglie di 53 anni.