Ermal Meta sarà il nuovo maestro concertatore della 29esima edizione della Notte della Taranta, prevista per l’estate 2026 a Melpignano. L’annuncio arriva a poche settimane dalla sua partecipazione a Sanremo, segnando per l’artista un anno particolarmente importante. La nomina è stata ufficializzata dalla Fondazione La Notte della Taranta, che ha sottolineato la profonda sintonia tra l’artista e lo spirito della manifestazione.
Nato in Albania e cresciuto a Bari, dove si è trasferito all’età di 13 anni, Ermal Meta ha già calcato il palco della Taranta nel 2025, lasciando un segno con due esibizioni memorabili: Lule Lule, antico canto d’amore in lingua arbëreshe, e Mediterraneo. Brani che hanno conquistato il pubblico per l’intensità emotiva e il forte legame culturale con le radici del Sud Italia.
Ermal Meta ha accolto questo incarico con grande emozione e senso di responsabilità. Il ruolo di maestro concertatore prevede la direzione musicale del concertone finale, uno degli eventi più attesi dell’estate musicale italiana, che ogni anno richiama migliaia di spettatori da tutto il mondo.
La Notte della Taranta è un evento unico nel suo genere, capace di unire tradizione e sperimentazione, folklore e attualità. Dal 1998, ogni anno porta a Melpignano un direttore musicale differente, chiamato a reinterpretare il repertorio tradizionale della pizzica salentina in chiave contemporanea. La scelta di Ermal Meta si inserisce perfettamente in questa visione di continuità e innovazione.
Con il suo stile cantautorale e le influenze multiculturali che da sempre caratterizzano la sua produzione musicale, Meta promette di offrire un’interpretazione personale e coinvolgente delle sonorità popolari del Sud. La sua direzione si preannuncia come un omaggio alle sue origini e al suo percorso artistico, ma anche come un ponte tra le tradizioni locali e i linguaggi musicali moderni.
L’edizione 2026 sarà quindi un’edizione speciale, non solo per la presenza di un artista così rappresentativo, ma anche per il messaggio che la sua storia personale porta con sé. La Taranta, ancora una volta, si conferma come uno spazio di condivisione, in cui musica, cultura e identità si fondono per raccontare l’Italia di ieri e di oggi.