È stata condotta presso il carcere femminile di Trani dopo essere stata localizzata nella città di Corato. La protagonista della vicenda è una donna di 43 anni, su cui gravano pesanti accuse che includono atti persecutori, tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio in concorso. Il provvedimento restrittivo è stato disposto dal Tribunale di Trani ed eseguito dai carabinieri nei giorni scorsi.
I fatti contestati si sarebbero verificati nel mese di luglio 2025. L’indagine ha evidenziato un quadro di reiterate minacce e molestie ai danni della sorella della donna, accompagnate da continue richieste di denaro. In particolare, la 43enne avrebbe imposto alla parente il versamento mensile di 200 euro, con la motivazione che vent’anni prima il padre aveva donato alla sorella un terreno su cui era stata edificata una casa, lasciando lei senza nulla.
Le intimidazioni sarebbero proseguite nonostante la misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, a cui la donna era già sottoposta. In violazione delle prescrizioni imposte, avrebbe continuato a molestare la sorella attraverso telefonate quotidiane e messaggi dal tono offensivo e aggressivo, nonché minacciandola apertamente.
Tra gli episodi più gravi riportati dagli investigatori, spicca l’incendio dell’automobile della vittima, avvenuto nella notte del 19 luglio. In quell’occasione, secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe anche minacciato di dare alle fiamme l’abitazione della sorella, prospettando ulteriori ripercussioni fisiche.
Il giudice per le indagini preliminari ha accolto l’impostazione accusatoria, disponendo la custodia cautelare in carcere in considerazione della gravità dei comportamenti, della recidiva reiterata infraquinquennale e del pericolo di reiterazione dei reati.